Panzeri: allargare i diritti del lavoro

02/04/2004


  Sindacale


02.04.2004
«L’Europa siamo noi»
Panzeri: allargare i diritti del lavoro

MILANO «L’Europa siamo noi» è il messaggio che lanciano i sindacati del Vecchio Continente alla vigilia dell’allargamento dei confini dell’Unione Europea. Tra oggi e domani la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha proclamato una giornata di
mobilitazione dei lavoratori di tutti i paesi europei, per rilanciare la battaglia per i diritti all’interno di una nuova e – almeno negli auspici del sindacato – più forte istituzione sovranazionale.
«Il primo maggio saremo di fronte al più grande allargamento mai avvenuto dell’Unione europea – spiega Antonio Panzeri, responsabile del Segretariato per l’Europa della Cgil -: si passerà da 15 a 25 paesi.
In concomitanza con questo appuntamento storico, riteniamo importante rilanciare i temi dell’unificazione, anche alla luce dell’esito non positivo della conferenza intergovernativa che avrebbe dovuto varare la Costituzione europea».
Per quanto riguarda l’Italia sono due le iniziative sindacali. Entrambe in territorio “estero”: una a Nizza (Francia) e una a Lubjana (Slovenia). Costa Azzurra, nella città dove è stata firmata la Carta dei diritti, l’obiettivo specifico è quello di richiamare l’attenzione, insieme ai sindacati francesi , sui diritti dei lavoratori frontalieri, cioè di circa 50.000 italiani che ogni giorno varcano il confine nazionale per recarsi sul luogo di lavoro e che, all’interno di un continente veramente riunificato dovrebbero poter contare su trattamenti omogenei anche oltre la frontiera. La manifestazione di Lubjana, invece, ha il valore simbolico del coinvolgimento delle migliaia di lavoratori dell’oriente
europeo che tra un mese saranno concittadini degli altri milioni di europei dell’ovest.
Ma al di là degli aspetti simbolici, l’occasione della mobilitazione sindacale su scala continentale porta con sé precise istanze politiche: «Noi vogliamo subito la Costituzione europea – spiega senza mezzi
termini Panzeri – possibilmente a giugno, quando si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo». Un obiettivo possibile? «Dopo i risultati delle elezioni spagnole e alla luce dei nuovi atteggiamenti dei dirigenti polacchi io credo di sì», sottolinea il segretario per l’Europa della Cgil. «Anche perché -aggiunge
- è bene essere consapevoli che ci troviamo di fronte a un bivio: o l’Europa è in grado di diventare un vero soggetto politico, forte e solido al pari degli Stati Uniti, oppure si apre lo spazio a derive
protezionistiche e nazionalistiche, che trovano rappresentanti
anche all’interno del governo italiano». E in questo caso, anche l’ampliamento dei diritti dei lavoratori diventerebbe una chimera.

gp.r.