Panorama, proclamazione stato di agitazione

I LAVORATORI DI PANORAMA SCIOPERANO CONTRO la riduzione di personale E per sostenere UN PROGETTO SERIO DI RILANCIO DELL’AZIENDA

Le segreterie di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL unitamente al coordinamento nazionale dei delegati sindacali di Panorama, a seguito dell’incontro effettuato il 14 aprile u.s., hanno proclamato 8 ore di sciopero.

Panorama ha aperto una procedura di mobilità, sostenendo che deve ridurre 500.000 ore di lavoro che corrispondono a 227,60 full time equivalent, poiché l’azienda ha dichiarato di essere in crisi e ha la necessità di ridurre i costi. Premesso che sino all’anno 2006 i bilanci dell’azienda erano in attivo (dichiarano di essere in passivo nel 2007), che sono state effettuate migliaia di ore di straordinario, supplementari, che hanno utilizzato lavoratori interinali, contratti a tempo determinato e continuano ad utilizzare marchandiser, le organizzazioni sindacali hanno sviluppato un confronto in merito al futuro, al rilancio dell’azienda, chiedendo di entrare nel merito del numero di lavoratori considerati in esubero in ogni ipermercato per comprendere le ricadute sul servizio alla clientela e sull’organizzazione del lavoro.

Le Organizzazioni sindacali hanno posto al centro la necessità di rimettere “mani” al servizio alla clientela poiché i prezzi della merce spesso non passano alle casse e ciò comporta lunghe file dei clienti; i prezzi sugli scontrini spesso non coincidono con quelli esposti e ciò produce lamentele da parte dei clienti, così come è stato fatto notare che in alcune ore del giorno in alcuni iper (ove ci sono esuberi) reparti quali pescheria, gastronomia sono costretti a chiudere per mancanza di personale, o capi reparto che sono costretti a svolgere mansioni di livello inferiore perché manca personale alle casse o in allestimento. L’azienda pur convenendo sulla necessità di sistemare tutte le disfunzioni da noi denunciate, ha ribadito che è necessario ridurre il personale perché occorre ridurre i costi.

Abbiamo chiesto come intendono gestire i reparti in assenza di personale, forse eliminando il servizio ai banchi assistiti passando al “libero servizio”? o forse esternalizzando, ovvero dare in gestione a terzi alcuni reparti? La loro risposta è stata: NO, ma poi in realtà non hanno fornito soluzioni organizzative alternative.

Inoltre hanno disdettato il contratto integrativo aziendale poiché lo considerano troppo “oneroso”, perché esiste un premio fisso aziendale che vorrebbero tramutare in variabile, così come considerano troppo elevate le percentuali di maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo.

Il calo dei consumi non colpisce solo Panorama, ma investe tutto il settore alimentare e in particolare l’area degli ipermercati. Altre aziende a loro concorrenti hanno i medesimi costi e alcuni costi più alti ma riescono a “stare sule mercato” meglio di Panorama.

    Quale è il disegno di Panorama?
    Perché non vuole un confronto serio con il sindacato?
    Perché si rifiuta di entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro anche quando il sindacato si rende disponibile a discutere di fungibilità di mansioni tra reparti omogenei, ad intervenire sulla modifica dei turni di lavoro a seconda dei flussi della clientela, tenuto conto delle esigenze dei lavoratori?

Panorama probabilmente vuole avere mano libera sugli orari di lavoro, sull’organizzazione del lavoro, ovvero gestire il personale a sua “discrezione”, ridurre il costo del lavoro attraverso la diminuzione del personale e la sostituzione del salario fisso in variabile, nonché ridurre le percentuali di maggiorazione e le tutele previste dal contratto integrativo aziendale e inserire la domenica quale giornata lavorativa obbligatoria in lavoro ordinario.

Il coordinamento nazionale ha deciso di effettuare assemblee informative in tutti gli ipermercati, possibilmente di sabato e preferibilmente il 26 aprile, o con le modalità decise dalle strutture territoriali, affinché tutti i lavoratori di Panorama siano a conoscenza della gravità della situazione, poiché i problemi non “toccano” solo gli ipermercati ove l’azienda ha individuato gli esuberi, ma le prospettive di sviluppo dell’intera azienda.

Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL unitamente al coordinamento nazionale delle RSU/RSA “NON CI STANNO” e per questo PROCLAMANO 8 ORE DI SCIOPERO di cui 4 saranno effettuate con le modalità che saranno decise dalle strutture territoriali, le altre 4 saranno effettuate in contemporanea su tutto il territorio nazionale in occasione dell’incontro che si terrà al Ministero del Lavoro.

FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS Nazionali invitano i lavoratori e le lavoratrici a partecipare alle assemblee ed a scioperare affinchè l’azienda elabori un piano di rilancio commerciale senza passare unicamente solo da scorciatoie legate al recupero dei costi, ma che guardi al futuro; per la difesa dei livelli occupazionali, per fornire un servizio qualificato alla clientela e a sostegno del contratto integrativo aziendale.

Roma 16 aprile 2008
Le Segreterie Nazionali
Filcams-Fisascat-Uiltucs