Paniere Istat, cambio e polemiche

15/01/2004


15 Gennaio 2004

CALCOLO DELL’INFLAZIONE SENZA VIDEOREGISTRATORI E PORTAMONETE, ENTRANO I DECODER
Paniere Istat, cambio e polemiche
I consumatori: neanche così rappresenta la realtà
Luigi Grassia

L’Istat ha cambiato, come fa periodicamente, il paniere dei beni con cui calcola la variazione dei prezzi al consumo e dunque l’inflazione. Dalla lista sono usciti 11 prodotti o servizi ritenuti non più rappresentativi della spesa degli italiani e al loro posto ne sono entrati 7 nuovi. Fra gli undici che se ne vanno potrebbero non suscitare troppa sorpresa il formaggio italico, le nocciole, le canottiere, gli zoccoli, i tessuti per arredamento, i cucchiaini d’argento, le automobili in miniatura, la spedizione dei bagagli e il trasporto dell’auto sui treni. Invece, si fa notare la scomparsa dei videoregistratori (che non sono più costosi come una volta, ma rappresentano pur sempre un bene durevole e un acquisto di qualche impegno per le famiglie, né si possono considerare roba vecchia e tecnologicamente sorpassata) e anche quella dei portamonete, la cui eliminazione dalla lista ha qualcosa di paradossale: quando fu introdotto l’euro, si disquisì a lungo di come dovessimo dotarci appunto di portamonete, se già non ne avevamo, o cambiare modello per averne uno più capace, dato che le monetine in euro e in centesimi sarebbero state più numerose e ingombranti di quelle in lire; ma adesso sembra che quest’acquisto non sia più importante, forse perché si suppone che sia stato compiuto una volta per tutte due anni fa.
Guardando le cose dal lato opposto, ad entrare a far parte del paniere Istat saranno i prezzi dei cereali biologici, delle cosiddette maglie sottogiacca (che sono la versione più alla moda, e più elegante e sexy, delle canottiere a uso delle donne), i detergenti per wc, le antenna satellitare e i decoder, le macchine fotografiche digitali, le polizze di assicurazione dei ciclomotori e le parcelle del commercialista. Oltre alle sostituzioni ci sono modifiche di classificazione: ad esempio le auto non vengono più suddivise in italiane e straniere ma in «lunghe fino a 4 metri» e «oltre i 4 metri».
Da consumatori e istituti di ricerca molte reazioni negative. Secondo il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, le modifiche introdotte dall’Istat sono «assolutamente marginali e non influiscono sul dato dell’inflazione, a cui non crede più nessuno». Secondo Fara «il vero problema non è il paniere in sé, ma la pesatura, perché se non cambia il peso di beni e servizi il risultato sarà sempre il 2,5%». Secondo Fara è «impensabile», ad esempio, attribuire all’Rc auto un peso dello 0,4% ed altrettanto «impossibile è pensare, come fa l’Istat, che nella spesa delle famiglie la casa pesi solo per il 9%».
Le variazioni del paniere annunciate dall’Istat non piacciono neanche al Codacons. «Ancora una volta – afferma il presidente Carlo Rienzi – ci troviamo di fronte ad un paniere non rappresentativo della realtà degli acquisti degli italiani. Escono prodotti largamente usati, come il portamonete, la canottiera o le nocciole, mentre vengono mantenuti in elenco prodotti inutili come l’armadio a 6 ante, introvabile nelle abitazioni moderne. Inoltre sono stati inseriti nel paniere beni il cui prezzo è in costante discesa, come le macchine fotografiche digitali, o addirittura beni come il decoder o l’antenna satellitare che vengono spesso regalati ai cittadini con gli abbonamenti ai canali satellitari».
Per Rosario Trefiletti di Federconsumatori, il problema oltre che nei pesi sta «nell’esattezza delle rilevazioni territoriali, che a volte lasciano a desiderare», aspetto sottolineato anche da Paolo Landi dell’Adiconsum. Il più drastico è Elio Lannutti dell’Adusbef, secondo cui «c’è una mistificazione, forse anche in malafede, per addomesticare la statistica e per rappresentare una realtà edulcorata».