Pam: Un pullman carico di crumiri

27/11/2000





   


25 Novembre 2000



 
 
Un pullman carico di crumiri
I supermercati Pam hanno una squadra che va in trasferta per sostituire chi sciopera
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Non cercano Lamerica. Eppure anche loro sono in viaggio, stipati su un pullman, vanno a sostituire i colleghi che scioperano. Sono i crumiri della catena di supermercati Pam. Un centinaio di ragazzi sui 25 anni, con contratti di formazione lavoro o di inserimento, pronti – per forza di cose – a recarsi là dove l’azienda ha bisogno, dove altri colleghi più anziani combattono per i propri diritti.
L’ultima missione, il 28 ottobre scorso, quando i dipendenti dei 30 supermercati toscani Superal – recente acquisizione della Pam, ci lavorano in tutto 900 persone – hanno deciso di scioperare per il mantenimento, con il passaggio al nuovo padrone, delle attuali condizioni contrattuali. L’azienda, pensando bene di sostituire gli scioperanti, ha chiamato a raccolta da Veneto ed Emilia Romagna i lavoratori più giovani e contrattualmente più esposti, costretti perciò a rispondere all’appello.
27 ottobre, sera: eccoli scendere da due pullman. Per loro la Pam ha pagato pure l’albergo e una maggiorazione per il "crumiraggio" dell’indomani. In questi casi i tappeti rossi sono d’obbligo. A Firenze, Pisa, Siena la loro presenza ha creato momenti di tensione. "Non sono bastati a coprire tutti i posti lasciati vacanti dagli scioperanti – dice Luigi Coppini, della Filcams-Cgil nazionale – e i rapporti coi colleghi che facevano picchettaggio non sono certo stati rilassati. Ma non è giusto colpevolizzarli tutti, alcuni dei ragazzi non sapevano neppure che andavano a sostituire i colleghi in sciopero".
Come sempre avviene in questi casi, si rischia la guerra tra poveri. Chi se la passa meglio è l’azienda veneta: con i Superal toscani, la Pam ha aggiunto un anello strategico alla sua catena. Oltre ai supermercati, possiede i 12 ipermercati
Panorama, i 40 discount Ins e Metà, la catena di ristorazione veloce Brek. E per capire come sia facile tenere a bada oltre 2500 dipendenti, basta leggere la lettera del direttore Vendite ai capi area Est-Ovest-Centro che hanno prestato i loro lavoratori ai capi toscani in difficoltà: "Condividendo il pensiero dei signori Capi Area di Toscana 1 e Toscana 2, esprimo un ringraziamento per la disponibilità data in occasione della giornata di sabato 28/10/2000, pregandovi di estendere ciò anche ai vostri collaboratori il cui contributo ha determinato continuità di servizio verso i nostri clienti toscani".
Clienti e capi soddisfatti, quindi. Gabriele Guglielmi (Filcams) aggiunge: "Anche gli scioperanti di Autogrill ultimamente vengono sostituiti da lavoratori più deboli". Insomma, toccherà fare incetta di sostituti, perché di scioperi, nell’ambiente delle catene di supermercati, ristoranti e simili, ormai se ne vedono sempre di più. Oggi, per esempio, c’è quello della multinazionale dell’arredamento
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