Pam scommette sui discount

17/05/2005
    martedì 17 maggio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 21

    In programma l’apertura di 95 centri con il marchio In’s (+ 16% di vendite sul 2004)
    Pam scommette sui discount
    CLAUDIO PASQUALETTO
    VENEZIA • Cresce il gruppo Pam e continua ad investire nella convinzione che ci debba ancora essere uno spazio a gestione italiana nella distribuzione. Il fatturato consolidato approvato dall’assemblea dei soci segnala una crescita a 2.553 milioni di euro rispetto ai 2.374 del 2003, un margine operativo lordo stabile a 122 milioni ed un risultato operativo che sale da 51,8 a 52,7 milioni.

    « Dati incoraggianti — commenta l’ad Arturo Bastianello — se si considera che il settore sta vivendo un momento certamente non facile. Nel nostro caso l’arma vincente si sta dimostrando un buon mix di segmenti operativi. Se, infatti, nel 2004 la Cresce il business Fatturato di Pam in mln di euro 2.553 2.380 2.200 2.244 2001 2002 2003 2004 formula classica del supermercato ha registrato una lieve flessione, gli ipermercati a marchio Panorama hanno registrato un incremento del fatturato del 6,7% passando da 763 a 814 milioni. Ancora meglio sono andati i discount dove siamo presenti con il brand In’s Mercato e che ha avuto una crescita delle vendite del 16% superando i 432 milioni. Ampiamente positiva, infine, è anche la presenza per noi relativamente giovane nel franchising » .

    I conti supportano un piano di espansione del gruppo che prevede un investimento complessivo nel triennio 2005 2007 di un miliardo di euro, con iniziative già cantierate per oltre 500 milioni.

    « Il nostro programma prevede complessivamente l’apertura di 7 ipermercati, 12 superstore e 95 discount, con un impegno notevole anche sul fronte del franchising — ricorda Bastianello — e l’iniziativa di maggiore impatto è sicuramente il centro commerciale di Roma Lunghezza, uno dei più grandi d’Europa su un’area di 136.000 metri quadrati che verrà inaugurato fra un anno » .

    « Purtroppo — aggiunge — operiamo in una situazione difficile perchè l’Italia sembra avere rinunciato ad avere un ruolo nella distribuzione. Il problema è già avvertito oggi, ma è destinato ad avere pesanti ricadute anche sull’industria e sull’indotto nei prossimi anni se non ci sarà una correzione di rotta. Oggi invece succede che, difronte alla potenza di fuoco imponente dei concorrenti francesi soprattutto a livello finanziario, noi finiamo per essere attaccati anche sulla stampa proprio da quelle aziende italiane che dovrebbero piuttosto sedersi con noi attorno ad un tavolo per discutere come valorizzare al meglio i prodotti di casa nostra, esattamente come stanno facendo i francesi che con la distribuzione diventano veicolo dell’intera filiera dei prodotti tipici e del ‘ made in’ » .

    Per Bastianello le difficoltà vissute dal settore negli ultimi due anni dovrebbero accelerare un processo di modernizzazione della catena distributiva italiana, che presenta molte anomalie rispetto al resto del mondo. « È prevedibile — osserva — che alcuni operatori mediopiccoli, presenti soprattutto nell’ambito regionale o locale, decidano di ritirarsi. Sul controllo di queste reti di punti vendita e su una loro razionalizzione si giocherà una partita interessante nei prossimi mesi. Noi, come sempre, saremo attenti a cogliere le opportunità che riterremo migliori ma siamo orientati a rafforzarci in particolare nelle aree dove già oggi siamo più consolidati, vale a dire il Nordest, la Toscana ed il Lazio » .