Pam non ferma i piani di crescita

14/09/2005
    mercoledì 14 settembre 2005

      ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

        Dopo l’addio a Tito Bastianello le redini del gruppo alla seconda generazione

          Pam non ferma i piani di crescita

            CLAUDIO PASQUALETTO

              VENEZIA • Sette nuovi ipermercati nei prossimi due anni, oltre ad una decina di superstore, una innovativa formula in sperimentazione nel Veneto ed in Toscana, un centinaio di hard discount ed una ventina di affiliazioni: la corsa del gruppo Pam non si ferma con la scomparsa del fondatore Tito Bastianello. Le certezze derivano dal fatto che in Pam il passaggio generazionale è stato realizzato ben prima che potesse diventare un problema, creando così le condizioni per assicurare quel controllo " familiare" che ha garantito la tenuta in un settore ormai per buona parte finito in mano ad operatori stranieri. Tre famiglie, i Bastianello, i Dina ed i Giol, hanno creato l’azienda nel 1958 e le stesse tre continuano a mantenerne il controllo totale. Arturo Bastianello, figlio di Tito, è dal 1991 l’amministratore delegato del gruppo; sua sorella Marina è dal 1993 amministratrice e dallo scorso luglio presidente operativa di Cibis, la controllata che si occupa di ristorazione; Salvatore Dina è responsabile commerciale e presidente della Supermercati Pam; Nicola Giol cura le relazioni finalizzate allo sviluppo e alle nuove iniziative.

              Tito Bastianello aveva mantenuto solo l’incarico di presidente di Gecos, la finanziaria di controllo del gruppo, ma anche l’operazione di apertura ai mercati internazionali avvenuta nel 2002 con l’acquisizione in partnership con Stefanel di Nuance, società svizzera leader nel settore del retail aeroportuale, è stata decisa e gestita interamente dalla seconda generazione.

              Difficile, quindi, ipotizzare ora scenari diversi relativamente a controllo e gestione di un gruppo che è sempre stato compatto.
              La formula tradizionale del supermercato cittadino, ad insegna Pam, fa ancora la parte del leone nei bilanci del gruppo veneziano con un giro d’affari superiore al miliardo di euro sui 2,553 complessivi, anche se sembra essere quella che dà maggiori segnali di stanchezza. La competitività, nelle strategie industriali del gruppo, si gioca oggi soprattutto su altre formule. Quella nuovissima dei superstore, negozi che abbinano il fresco ed il pronto ad una selezione essenziale anche di articoli no food, è ancora in sperimentazione. Ma gli ipermercati, in tutto 18 ad insegna Panorama, hanno fatturato lo scorso anno 814 milioni e si apprestano a varcare la soglia del miliardo dal 2006, con l’apertura di un nuovo spazio di vendita di 12mila metri quadrati nel centro commerciale di Roma Lunghezza, considerato il più grande d’Europa.
              La fascia dei negozi di prossimità è stata coperta con 141 punti vendita da Pam sia con un franchising a marchio proprio, sia con l’insegna Metà. Nell’hard discount, infine, Pam è entrata da una dozzina d’anni con il marchio IN’s, che conta oggi 240 negozi ed un fatturato 2004 di 432,6 milioni.

              In questo percorso di competitività è impegnata anche Cibis, la controllata che si occupa di ristorazione veloce e che, partita da self service nel cuore delle città, si sta ricollocando nei centri commerciali, ma soprattutto sta sviluppando esperienza internazionale e sinergie con Nuance, l’altra controllata, che ha una indiscussa leadership in un mercato con importanti prospettive come il retail aeroportuale. In previsione altri sette ipermercati e una decina di superstore