Pam Fusione in famiglia E attenti allo shopping

31/01/2011

Gli iper Panorama integrati nella società Supermercati «Guardiamo ai gruppi minori in difficoltà».

Pam riorganizza la struttura societaria, fondendo le grandi superfici a insegna Panorama nella Supermercati Pam. Ed è pronta a crescere ancora attraverso nuove acquisizioni. Ma non è l’unico fronte aperto per le famiglie Bastianello, Dina e Giol, che attraverso Gecos controllano il gruppo veneto della grande distribuzione da 2,5 miliardi. Nelle ultime settimane sono stati assidui i contatti con gli uomini del fondo Pai, che ha rilevato da Stefanel il 50%di Nuance — la società di duty-free aereoportuali di cui Bastianello, Dina e Giol controllano il restante 50%— per definire la nuova governance del gruppo. «Abbiamo convenuto una serie di percorsi e passaggi per valorizzare la società, di cui siamo azionisti stabili» , dice Arturo Bastianello, presidente e amministratore delegato Pam. Ancora nessuna novità, invece, sul fronte fiscale, dopo la contestazione, a novembre 2009, di un’evasione da 600 milioni. «Non si è più mosso niente, siamo ancora in attesa sia sul fronte tributario che su quello penale — spiega Bastianello —. Per quanto ci riguarda siamo tranquilli, abbiamo sempre operato nella massima trasparenza» . Nel bilancio 2009 la relazione dice che «non si è ritenuto necessario effettuare alcun accantonamento a fronte di passività che sono considerate non probabili» . «Non faremo accantonamenti neanche in quello del 2010, né abbiamo sottoscritto linee di credito particolari — dice Bastianello —. Siamo sereni» . Concentrazione Negli ultimi mesi, Pam ha fuso la società che gestisce gli ipermercati Panorama nella Supermercati Pam, azienda cui fanno capo invece i punti vendita di media grandezza Pam e Superal. Ne è seguita una riorganizzazione anche manageriale. «Dopo uno studio durato due anni sul comportamento d’acquisto dei nostri clienti (in forma anonima, secondo le normative sulla privacy) attraverso il milione e 300 mila carte fedeltà emesse dai nostri negozi, ci siamo accorti che i consumatori chiedevano alle due insegne le stesse cose — dice l’amministratore delegato —. Sono dunque venute meno le differenziazioni che noi ritenevamo fossero importanti e soprattutto si è allineato il modo di lavorare delle persone. In particolare, sono cinque le cose che interessano al cliente: prezzi competitivi, prodotti freschi di qualità, personale cortese e d’aiuto, poter fare la spesa in modo facile, trovare tutto ciò di cui ha bisogno» . La fusione riguarda le società, e ha portato a unificare il marketing e gli acquisti, ma le due insegne Panorama e Pam restano separate e hanno ciascuna un responsabile. Espansione e alleanze Gruppo Pam ha realizzato nel 2009, ultimo bilancio disponibile, un giro d’affari di 2,5 miliardi, quasi il 5%in meno del 2008. Il 2010 ha mostrato due periodi distinti. «È stato un anno difficile per l’economia italiana e i consumi non sono stati affatto brillanti — dice Bastianello —. Nella prima parte dell’anno abbiamo sofferto, mentre nell’ultimo quadrimestre, grazie anche a evoluzioni della formula, siamo andati meglio del mercato. Il risultato finale è lo stesso fatturato del 2009, grazie all’ottimo andamento di novembre e dicembre, che peraltro sta caratterizzando anche gennaio» . Il gruppo veneto è presente nel Centro-Nord dell’Italia, oltre che nel Lazio dove ha la quota maggiore dei punti vendita. Sul mercato Pam è data talvolta come possibile «preda» per la presenza molto distribuita, ma non di leadership, nelle regioni e soprattutto dopo l’impegnativa cifra contestata dal fisco. Dice Bastianello: «Non siamo venditori, affatto. Le dimensioni consentono economie di scala, ma noi diamo più peso alla possibilità di attrarre e fidelizzare il cliente. Siamo cresciuti molto attraverso acquisizioni e non escludiamo di farne anche in futuro. In un mercato difficile come quello di oggi ci saranno gruppi di dimensioni minori che potrebbero entrare in difficoltà e accogliere la nostra offerta come un’opportunità. A breve non abbiamo niente, ma il mercato è in evoluzione e se potessimo scegliere daremmo la priorità alle regioni dove siamo già presenti» . Si era parlato anche di una possibile alleanza con la Finiper di Marco Brunelli. «Conosco il dottor Brunelli, una persona amabile, ma non abbiamo mai parlato di questa possibilità. Quello che ho visto è che non è facile trovare nella storia alleanze tra gruppi che fanno capo a famiglie. È più facile nel caso di public company» .