PAM, coordinamento unitario 21/10/2009 e proclamazione sciopero

Roma, 29 ottobre 2009

Coordinamento Unitario PAM del 21 ottobre 2009 e proclamazione sciopero

Il 21 ottobre si è svolto a Bologna il coordinamento unitario di PAM per valutare lo stato della trattativa per il rinnovo del C.I.A. dopo l’incontro avuto con l’azienda il 14 ottobre us.

Il coordinamento ha ripercorso le fasi di questa trattativa complessa:
Marzo 2009, l’azienda comunica la disdetta del Contratto Integrativo Aziendale e formula delle richieste volte complessivamente a ridurre il costo del lavoro derivante dal Contratto Integrativo creando anche due livelli di trattamento tra i lavoratori. (cancellazione del premio fisso e dell’integrazione del trattamento economico di malattia dal 4° al 20° giorno per tutti i nuovi assunti).
Ad Aprile 2009 le organizzazioni sindacali presentano le richieste per il rinnovo del Contratto Integrativo condivise e votate nelle assemblee dei lavoratori.
Luglio/Agosto 2009 nella trattativa si evidenziano le distanze tra la posizione sindacale e quella aziendale e inizia la discussione sulla procedura di mobilità aperta dall’azienda in Toscana e in Friuli. Le organizzazioni sindacali e il coordinamento di PAM avevo già espresso contrarietà e la decisione di non sottoscrivere alcun accordo sui licenziamenti. La procedura viene trasferita al Ministero del Lavoro dove si raggiunge un’intesa che esclude i licenziamenti e introduce l’utilizzo della CIGS. Accordo sul quale le OOSS hanno espresso un giudizio positivo per la soluzione raggiunta a tutela dell’occupazione.
Settembre/Ottobre 2009 la trattativa per il rinnovo del CIA riprende ma vengono confermate le distanze e le rigidità dell’impresa sui temi fondamentali per i lavoratori.
Nell’incontro del 14 ottobre la delegazione sindacale ha dovuto prendere atto dell’indisponibilità da parte di PAM a effettuare delle aperture su temi qualificanti e importanti come: l’organizzazione del lavoro, il lavoro domenicale, la clausola di ultrattività sulla vigenza del contratto, la condizione dei lavoratori ex superal (vedere allegato sui punti nodali della trattativa).
Tali rigidità si sommano alle altre questioni, non di secondaria importanza per la definizione di un accordo, in particolare:
sicurezza nei luoghi di lavoro: l’azienda ritiene che se i lavoratori non procedono a nominare i propri Rappresentanti per la Sicurezza sarà l’azienda a nominarli esautorando così un ruolo e un compito che è di pertinenza delle organizzazioni di rappresentanza e dei lavoratori stessi.
esternalizzazione ed appalti: l’azienda ritiene che non è necessario preveder alcun accordo e tanto meno confronti ulteriori ma vale solo quanto previsto dal CCNL.
Le Segreterie Nazionali e il coordinamento hanno preso atto che le aperture dell’azienda, anche a fronte delle disponibilità date dal sindacato – ritenute per altro insufficienti da PAM – sono veramente ridotte e riguarderebbero solo: la richiesta di un accordo nazionale sulle telecamere e la videosorveglianza e la richiesta di disapplicare parti del Contratto Integrativo e/o del Contratto Nazionale di Lavoro in caso di crisi di un punto vendita!!

Le segreterie nazionali e il coordinamento esprimono quindi un giudizio negativo sull’incontro del 14 ottobre poiché la posizione aziendale resta quella di avere un nuovo Contratto Integrativo basato sulla riduzione dei costi, sulle discriminazioni tra i lavoratori, sull’idea che i tempi e le modalità dell’organizzazione del lavoro non devono tenere conto anche delle esigenze dei lavoratori ma solo delle necessità dell’impresa.

Per questo, le segreterie nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS proclamano lo stato di agitazione e un pacchetto di 8 ore di sciopero da effettuare entro il 30 novembre 2009 e da gestire con articolazioni decise a livello territoriale.

Il coordinamento ha anche valutato la necessità di sviluppare, congiuntamente a questo primo pacchetto di sciopero, iniziative di dissenso e protesta contro la posizione aziendale da svolgere nel corso del mese di dicembre.
Il pacchetto delle 8 ore di sciopero è quindi da considerare come il primo segnale e l’inizio delle mobilitazioni consapevoli che la rottura della trattativa apre la strada a un percorso ulteriormente difficile e lungo.