Palermo. Turismo, americani addio

18/10/2001



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Palermo
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Turismo, americani addio
Dall’11 settembre presenze in calo del 45 per cento
Grido d’allarme degli operatori del settore che puntano tutto su tedeschi, austriaci e francesi


TURISMO siciliano in crisi dopo gli attacchi terroristici negli Stati Uniti e la controffensiva militare in Afghanistan. Una flessione che riguarda in particolare il turismo dall’estero, Stati Uniti e Giappone in testa. Le stime sono state elaborate da AssoturismoConfesercenti. La previsione è di 100 mila arrivi in meno in Sicilia negli ultimi quattro mesi del 2001. Un calo di prenotazioni che equivale a 310 mila presenze in meno, se si tiene conto dei giorni, di permanenza media – 3,1 giorni – dei turisti stranieri che si fermano nell’Isola. «Calcoliamo che per quest’anno la perdita del comparto – dice Michele Sorbera, segretario regionale di Assoturismo – sarà di circa 37 miliardi, solo nella ricettività, senza contare l’indotto». Il trend è negativo rispetto all’anno 2000, che aveva fatto registrare ben 224 mila e 407 arrivi dal Giappone e dagli Stati Uniti, quasi il 15 per cento del totale di turisti stranieri in Sicilia. «La componente americana e giapponese a livello nazionale – continua Sorbera – nel periodo che va da settembre a dicembre ha subito un calo in media del 45 per cento. La Sicilia non sembra discostarsi da questa tendenza». Anche il dato relativo alla biglietteria nazionale ed internazionale non è confortante. «Abbiamo subito una contrazione delle prenotazioni sia su voli nazionali che internazionali – afferma Fabio Testino, presidente regionale di Assoviaggi – in particolare del 25 per cento sulle tratte nazionali e del 40 per cento su quelle regionali. Sui pacchetti viaggio verso l’estero, il calo è del 60 per cento».
Un panorama piuttosto allarmante che in Sicilia potrebbe contare, per risollevare le sorti del settore, solo sul turismo di prossimità, dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Austria o del turismo interno, che è destinato ad un leggero incremento. Da un’indagine di Assoturismo a livello nazionale, è emerso infatti che l’8 per cento degli italiani che aveva programmato viaggi all’estero sostituirà le mete originarie con nazionali. «Si tratta di cercare di inserirsi in questa nicchia di mercato – continua Sorbera – sostenendo l’immagine della Sicilia e l’offerta turistica dell’Isola sulle principali piazze italiane, offrendo servizi di qualità e passando dal turismo balneare a itinerari alternativi come l’enogastronomia». Per rilanciare il prodotto Sicilia, l’Assoturismo chiede l’intervento del governo regionale. La piattaforma di richieste è stata presentata ieri pomeriggio nel corso di un incontro con l’assessore al Turismo Francesco Cascio. Fra le istanze, l’adozione di una legge regionale sul turismo che recepisca le direttive della legge quadro nazionale, iniziative di promozione anche attraverso i fondi di Agenda 2000, l’eliminazione per il 2002 delle tasse per le concessioni governative che gravano ancora sulle agenzie di viaggio siciliane, l’abbattimento dei tassi di interesse da parte delle banche per consentire un più facile accesso al credito.
i.n.