Palermo: Supermarket, big in lista d’attesa

25/05/2001

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Palermo

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Supermarket, big in lista d’attesa
Manca il piano commerciale, bloccati duemila posti di lavoro
Sfuma una grande struttura in via degli Emiri, lente e laboriose le procedure per il via agli investimenti

ISABELLA NAPOLI


RISCHIANO di non potere sbarcare a Palermo i colossi della grande distribuzione, almeno fin quando non sarà predisposto il piano commerciale della città. Si tratta di ipermercati e supermercati inseriti nei piani di sviluppo di aziende come la francese Carrefour, che a Palermo ha acquisito lo scorso anno, per il 70 per cento del pacchetto azionario, i punti vendita Mar, ora Gs. «Siamo pronti a fare nuovi investimenti a Palermo – dice Vincenzo Brizzi, direttore generale per la Sicilia della MarGs – ma il ritardo della pianificazione commerciale comporta uno slittamento nelle strategie di sviluppo. Attendiamo infatti di capire quali sono le possibili aree commerciali in cui investire e come presentare le istanze di autorizzazione».
Dall’entrata in vigore della legge regionale sul commercio, alla fine del dicembre 1999, sono passati quasi 17 mesi, senza che il Comune abbia adottato il piano che può consentire alle medie e grandi strutture, cioè agli esercizi commerciali oltre i 200 e i 1.500 metri quadrati di richiedere l’autorizzazione all’apertura.
Il termine per l’approvazione del piano da parte del Consiglio comunale è il 24 giugno prossimo. La proposta di delibera, che era stata rinviata qualche mese fa dalla segreteria generale per un parere tecnico all’ufficio del Genio civile, ha superato anche questo scoglio. Adesso deve essere diramata dalla presidenza del Consiglio alle commissioni consiliari, prima di essere inserita nell’ordine del giorno dell’aula, già ingolfato da centinaia di punti, per il dibattito. «Spero di far approvare questo strumento entro fine mese», promette il presidente del Consiglio comunale, Costantino Garraffa.
Ma la preoccupazione che non si arrivi in tempo è forte. «Sono a rischio 1.950 posti di lavoro, diretti e indotti, nella grande distribuzione – denuncia Pietro La Torre, segretario regionale della Uiltucs – Il piano commerciale è lo strumento fondamentale per il rilascio delle autorizzazioni amministrative ai nuovi investimenti». Secondo la Uiltucs, sarebbero bloccati per mancanza di programmazione commerciale vari progetti: un investimento di circa 100 miliardi nella zona per una struttura di 50 mila metri quadrati fra Romagnolo e Villabate, con una ricaduta occupazionale complessiva di mille posti di lavoro, e uno di 60 miliardi per una struttura di 15 mila metri quadrati con 450 addetti, entrambi della Rinascente; un progetto di 50 miliardi della divisione Carrefour del gruppo Gs a Bonagia per un supermercato di 12 mila metri quadrati, con un impiego di 280 assunti diretti e 150 nell’indotto. «Un’altra istanza di apertura di un supermercato in via degli Emiri, con un investimento di dieci miliardi – aggiunge La Torre – è rimasta sulla carta, anche a causa del protrarsi del blocco delle autorizzazioni. Si sono persi così altri 70 posti di lavoro».

«Se non si approva in tempo il piano commerciale – dice Gabriele Marchese, coordinatore della ripartizione Industria e Commercio del Comune – dal 24 giugno in poi le domande per le medie e grandi strutture finora irricevibili saranno esaminate con le normative esistenti. È possibile che si convochi con un pubblico avviso una conferenza di servizi unica per l’approvazione delle richieste di autorizzazione. Alla conferenza può intervenire chiunque abbia un interesse qualificato all’apertura».
Una prospettiva che allarma anche la Confesercenti, preoccupata per le medie strutture. «I grandi gruppi – dice il segretario provinciale Giovanni Felice – hanno i mezzi tecnici ed economici per presentare progetti in grado di superare il doppio passaggio dalle due conferenze di servizi previste dalla legge regionale o la conferenza unica indetta dallo Sportello unico per le imprese. Le medie strutture non potrebbero competere».