Palermo: Shopping festivo, la rivolta dei commessi

27/04/2001

Logo Repubblica.it
PALERMO

Pagina 6
Shopping festivo, la rivolta dei commessi
E la grande distribuzione annuncia: "Apriamo già domenica prossima"
Riesplode su due diversi fronti la guerra dei negozi. Confcommercio contro i maxistore, trecento firme contro il progetto "Città d’arte"

ISABELLA NAPOLI


SUI negozi aperti la domenica si apre un nuova guerra del commercio. Ora, a sollevarsi contro il programma «Palermo città d’arte» e contro la prospettiva dell’apertura ogni domenica sono i commessi. Che già a dicembre si erano mobilitati contro lo shopping festivo, appellandosi alla Curia e ottenendo la chiusura nel giorno di Santo Stefano. Ora i commessi hanno raccolto ben 303 firme contro l’apertura nei festivi e minacciano di astenersi dal voto sia alle Politiche sia alle Regionali. Il tam tam questa volta è elettronico, via email e parte dal negozio Torregrossa di via Ruggero Settimo, coinvolgendo grossi punti vendita del centro, da via Libertà a via Maqueda, da via Roma a corso Vittorio Emanuele, da via Magliocco a piazzale Ungheria, fino a via Stabile. «È chiaro che a noi gli straordinari domenicali vengono pagati – dicono i dipendenti di negozi come Harrison, Dell’Oglio, Fiorentino – Non ci interessa guadagnare di più ma passare un po’ di tempo con le nostre famiglie».
La raccolta di firme continua e i commessi contano di arrivare a raccogliere almeno un migliaio di adesioni alla protesta. Anche molti datori di lavoro, alcuni dei quali associati a Confcommercio, sono contrari al provvedimento su «Palermo città d’arte». In attesa che l’istanza del Comune sia presa in esame dall’Osservatorio regionale sul commercio, convocato per i primi di maggio, si profila una spaccatura all’interno della Confcommercio, i cui vertici hanno fermamente creduto nella deregulation. «Anche per alcuni titolari di esercizi commerciali – dice Fabio Torregrossa, titolare dell’omonimo negozio in via Ruggero Settimo – la domenica è un giorno da dedicare alla famiglia». Non ci sta neanche la Confesercenti: «Un provvedimento preso contro la volontà di esercenti e dipendenti non sortirà alcun effetto se non quello di creare meccanismi di concorrenza sleale», commenta il segretario provinciale, Giovanni Felice.
Commercio diviso anche sulla prossima domenica di apertura. Favorevoli ad aprire i battenti domenica prossima i grandi magazzini associati alla Faid Federdistribuzione, La Rinascente, Oviesse, Bata ma anche punti vendita di catene nazionali come Chateau d’Ax che annunciano l’apertura domenicale con cartelli nelle vetrine e inserzioni pubblicitarie sui giornali. La richiesta di derogare alla chiusura è stata presentata una decina di giorni fa dalla Faid alla Confcommercio, che non ha ritenuto di inoltrarla alla ripartizione Industria e Commercio del Comune. Non ci sarà deroga, quindi, domenica prossima: i negozi che decideranno di aprire rischiano una multa di più di un milione e mezzo di lire e la Confcommercio invita al rispetto delle regole.
«Ricordo a tutti che domenica non c’è deroga – dice Roberto Helg, presidente provinciale della Confcommercio – l’apertura è un’iniziativa contro legge. Invito tutti quanti a tenere abbassate le saracinesche». La Confcommercio ha chiesto inoltre al comandante dei vigili urbani di vigilare e punire severamente chi trasgredisce.

Angelo Pagano, direttore della filiale palermitana della Rinascente, dice: «Chiederò domani (oggi, ndr) un incontro con i vertici della federazione provinciale per capire se possiamo aprire questa domenica o, al massimo, la prima di maggio».