Palermo, sciopero dei lavoratori Randazzo trasferiti a Bologna

22/12/2015

Scioperano le lavoratrici e i lavoratori della sede amministrativa di Randazzo, l’azienda con le insegne Optissimo e Corner Optique, le cui quote erano state acquistate lo scorso anno da Avanzi, facente parte della holding Gran Vision.
A soli sei mesi di distanza dall’acquisizione da parte del colosso olandese, è stata comunicata la chiusura degli uffici di Palermo, storica sede dell’azienda la cui rete vendita è diffusa su tutto il territorio nazionale.

Ristrutturazione aziendale è la motivazione con cui l’azienda ha comunicato la chiusura della sede ed il suo trasferimento a Bologna, dove, peraltro, ha sede Avanzi, con cui la Randazzo si fonderà entro il prossimo mese di giugno.

Il trasferimento della sede amministrativa a Bologna mette a rischio il mantenimento di circa cinquanta livelli occupazionali, motivo per cui è stato proclamato lo sciopero ad oltranza a far data dal 17 dicembre 2015, con contestuale sit in di protesta, dalle ore 09,00 alle ore 18,00, negli spazi antistanti i locali aziendali di via Ruggero Settimo.

“La vendita dell’azienda, l’ultima grande realtà palermitana diffusa su tutto il territorio italiano, è stata una grave perdita per la nostra città, la chiusura della sede amministrativa non solo vede l’abbandono del nostro territorio, con il cuore dell’azienda che si sposta in altro sito, ma pone il rischio concreto che tutti coloro che non potranno accettare il trasferimento a Bologna si troveranno di qui a giugno senza lavoro. – dichiarano Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo, e Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Nei tre incontri avuti con l’azienda, abbiamo dimostrato la massima disponibilità a valutare ogni iniziativa possibile finalizzata a rendere meno traumatica questa riorganizzazione aziendale, ma la stessa disponibilità non è stata mostrata dall’Azienda.”

Facilitazioni per coloro che hanno dato la disponibilità al trasferimento, ma soprattutto ricollocazione e mobilità incentivata con il requisito della volontarietà per chi non può nemmeno sperare per la ricollocazione nei punti vendita. Queste le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali.

“Per l’azienda l’obiettivo è Bologna, – proseguono le sindacaliste – tutto il resto è solo ‘contorno’: per noi è essenziale l’esatto opposto. E’ necessario trovare soluzioni per i lavoratori Randazzo che, dopo anche oltre 20 anni di attività , non sono nelle condizioni di potersi trasferire. E per assumere soluzioni concrete sono necessari i documenti che l’azienda non ha mai voluto portare al tavolo: piano industriale, andamento economico della rete vendita, pianta organica degli uffici di Palermo, Milano e Bologna, visto che convergeranno tutti su Bologna.”