Palermo. Rivolta dei dipendenti Gesip

08/04/2004

PALERMO

GIOVEDÌ 8 APRILE 2004

 
 
Pagina II
 
 
IL CASO

"Tredici assunzioni irregolari"
Rivolta dei dipendenti Gesip
      La società mista che ha stabilizzato 1.500 precari è accusata di mancato rispetto degli accordi sindacali

      la denuncia Trentadue Fiat Panda acquistate dalla Consip vecchie di dieci anni. In arrivo anche trenta Punto nuove
      la difesa Secondo i dirigenti sono "mezzi e persone funzionali all´azienda" Ma Cgil, Cisl e Uil scrivono al prefetto

      ALBERTO BONANNO


      A fare saltare il coperchio del pentolone Gesip sono tredici nuovi assunti. Quanto basta per riaccendere la guerra, mai sopita, tra base e vertici della società mista del Comune e Italia Lavoro nata per stabilizzare il ciclopico popolo del precariato palermitano. I tredici ex "cococo", collaboratori continuativi e coordinati che prestano servizio nello staff organizzativo, sono stati stabilizzati dal primo aprile. Ma gli altri 1.500 dipendenti – tutti ex lsu, soggetti svantaggiati (cioè ex detenuti e tossicodipendenti) e lavoratori di altre categorie deboli – non mandano giù la mossa e insorgono: «Ci siamo prima noi e le nostre esigenze». Questa la parola d´ordine di centinaia di lavoratori che aspettano di avere adeguato il contratto da mesi, rivendicano richieste rimaste lettera morta, e rimproverano alla società di fare troppe spese inutili. Tra cui, nelle ultime settimane, il leasing di 32 Fiat Panda allestite a furgoncino, che sarebbero state costruite nel 1993 e immatricolate l´anno dopo, e 30 Fiat Punto, che sono in arrivo.
      Sul caso Gesip sono balzati i tre segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: Monica Genovese, Santo Ferro ed Enzo D´Angelo hanno immediatamente chiesto chiarimenti al Comune, socio di maggiuoranza della Gesip, mentre dal prefetto hanno ottenuto la convocazione del tavolo per il 14 aprile. «Della convocazione in prefettura siamo molto soddisfatti, si riapre una trattativa ferma da mesi», dice Genovese. Ma dall´altro lato ci sono gli operai, che soddisfatti non sono per nulla e sgranano il rosario delle accuse ai vertici della Gesip: sprechi, spese eccessive, acquisto di nuovi mezzi e potenziamento di servizi destinati a restare sulla carta. Mentre gli operai vanno a lavorare d´inverno con le divise estive e da mesi aspettano l´adeguamento di qualifiche, mansioni e stipendi. Abbastanza per provocare lo stato di agitazione, per l´ennesima volta, e fare comprendere che la pace in casa Gesip è ancora lontana.
      «Sono figure necessarie e funzionali all´azienda – ribatte Massimo Lombardi, amministratore delegato della Gesip – e non credo che ogni scelta aziendale di questo tipo vada discussa a tavolino con i sindacati». «Le spiegazioni date dalla Gesip sulle assunzioni – dice il segretario Filcams – non ci convincono per nulla. I nuovi assunti sono entrati direttamente al quinto livello, a un passo cioè dalla qualifica di dirigente. E in ogni caso si tratta di un´azione decisa unilateralmente da un´azienda che degli accordi sindacali, come quello sottoscritto in febbraio, non tiene assolutamente conto». L´accordo in questione sarebbe quello sottoscritto dai sindacati con l´ex direttore generale della Gesip Franco Domeneghini, esautorato dall´incarico dopo una guerra politica arrivata persino in parlamento che contrappone i due blocchi della maggioranza che si contendono la Gesip: l´Udc, cui fanno riferimento i vertici attuali, e Forza Italia, il cui uomo forte era proprio Domeneghini, chiamato nel frattempo dal sindaco Diego Cammarata al vertice operativo del Teatro Massimo.
      «La trattativa con i sindacati non è mai stata chiusa – dice Lombardi – ma è chiaro che in un´azienda come la nostra, più che privilegiare richieste che non fanno parte del contratto nazionale di lavoro, come il buono pasto reclamato da lavoratori e sindacati, è necessario definire mansioni e pianta organica. La Gesip è nata per essere poi ceduta a privati che devono trovare una struttura avviata ed efficiente. Credo che in questa fase migliorare lo staff organizzativo sia più importante di avere il buono pasto». Emilio Arcuri, di Primavera Siciliana, ha presentato una interrogazione urgente per vederci chiaro su chi sono gli stabilizzati: Arcuri ha chiesto l´elenco nominativo degli ex "cococo" stabilizzati, per fugare ogni dubbio su possibili raccomandazioni e «appartenenze». Elenco che ancora ad Arcuri non è pervenuto.
      Ma sul caso delle auto vecchie invece neanche l´amministratore delegato ha ancora le idee chiare. «Sono acquisti che abbiamo fatto tramite la Consip – dice Lombardi – proprio per garantire la massima trasparenza. Mi stupirebbe se davvero si trattasse di auto vecchie di dieci anni, in quel caso le restituiremmo immediatamente. Faremo tutte le verifiche opportune. In ogni caso, non capisco come si faccia a contestare a un´azienda che ha necessità di spostamento di uomini e materiali l´acquisizione di autoveicoli che altro non sono che strumenti di lavoro». E ci sarebbe ancora un´altra incognita sulla Gesip, quella dei 3 mila stagisti ex pip, che secondo i lavoratori potrebbero essere gestiti dalla "Società per l´occupazione" appena costituita dalla Gesip stessa. «Non è così – assicura Lombardi – perché la Gesip ha solo formato questa società mettendo a frutto il suo know how specifico del settore. La nostra gestione è transitoria, perché la società sarà gestita direttamente dal consorzio di Comuni che decideranno di usufruire dei servizi. Cioè Palermo, Bagheria e altri grossi centri dell´hinterland che hanno già manifestato interesse».