Palermo rischia il collasso si fermano decine di servizi

07/06/2011

Dalle scuole ai cimiteri, dai giardini agli uffici comunali. Da oggi, a meno di un clamoroso miracolo,Palermo andrà in tilt. 1746 dipendenti della Gesip, la società del Comuneche si occupa di molti servizi essenziali, sono da ieri in ferie forzate per mancanza di fondi.Undefault finanziario targato Pdl che amministra con ampia maggioranza il capoluogo siciliano. La Gesip si occupa delle pulizie nelle scuole elementari e negli asili, della gestione di un cimitero, di alcuni siti turistici e delle aree verdi della città: tutti servizi che saranno interrotti dopo la scadenza della convezione tra il Comune e la società. Ma ad essere colpiti dai disagi saranno anche alcuni uffici pubblici tra cui Palazzo delle Aquile, sede del comune amministrato da Diego Cammarata, la cui maggioranza, a nove mesi dalle elezioni, appare
sempre più centrifugata dalle emergenze: dai rifiuti alla mancanza di copertura finanziaria. Da settimaneinfatti
il centro-destranon riesce ad assicurare il numero legale in consiglio, mentre l’opposizione si è rifiutata di appoggiare una delibera che stornava 5 milioni di euro dalla lotta all’evasione per coprire almenounmese di stipendi per i lavoratori
comunali. «Un pannicello caldo che non risolverebbe nulla, il centro destra si è dissolto», sostiene il Pd. Comenella “peggiore” tradizione siciliana si aspetta dunque il miracolo che però difficilmente potrà arrivare dalla Regione con un finanziamento a fondo perduto. Si guarda così a Roma dove giovedì si aprirà un tavolo interministeriale per approntare
una via d’uscita e la futura programmazione per la Gesip, ormai in liquidazione. La tensione a Palermo però sale sempre di più: fino a ieri i lavoratori hanno stazionato silenziosamente a Piazza Pretoria di fronte al Comune. Ma si teme che la protesta, già iniziata nelle scorse settimane, possa divampare nel corso di una mani- festazione indetta per oggi. Intanto per fare fronte all’emergenza, è stato predisposto un piano straordinario di redistribuzione del personale comunale per garantire alcuni servizi essenziali. La foto d’archivio di questo disastro è databile al 2001, quando Diego Cammarata, appena eletto sindaco, si fece immortalare sorridente accanto ai suoi sponsor: erano
Silvio Berlusconi, Renato Schifani e Angelino Alfano. Ma la buona sorte del sindaco, sotto processo per violenza privata e abuso d’ufficio, è ormai declinata tant’è che una fetta della sua stessa maggioranza lo ha abbandonato, chiedendo addirittura le primarie per decidere il prossimo candidato a Palazzo delle Aquile. Un gioco di strategie e di veti che ha portato al collasso l’intera città, che da tempo spera in una scossa per voltare pagina, uguale a quella che ha interessato Napoli. Nella città “chiusa” per mancanza di fondi, si apre così una lunga campagna elettorale per le elezioni di primavera, una sfida al cuore del sistema di potere berlusconiano che oggi si affida al siciliano Angelino Alfano per far dimenticare l’era Cammarata. Leoluca Orlando, già sindaco tra gli anni 80 e 90, e il capogruppoPdalcomuneDavide Faraone i possibili candidati alle primarie. Ma con loro potrebbe esserci, un outisder modello De Magistris, l’europarlamentare Sonia Alfano.