Palermo. Passa allo Stato il “bar della coca”

09/03/2006

    gioved� 9 marzo 2006

    1 – Passa allo Stato il "bar della coca"

    2 – I dipendenti �Fateci lavorare�

    Pagina VII – Palermo

      Scatta il sequestro per le imprese della cosca di Villabate, a cominciare dallo storico locale di via Emerico Amari

        Passa allo Stato il "bar della coca"

          Un curatore giudiziario gestir� il Bristol con i 35 dipendenti

            Nell�elenco dei beni tolti ai mafiosi la sala Bingo di via dei Cantieri e il negozio di telefoni che riforniva Cuffaro
            Nel mirino degli inquirenti la societ� Enterprise, intestata a Campanella ma in realt� cassaforte di Nicola Mandal�

              ALESSANDRA ZINITI

                Il "bar della cocaina" dava lavoro a un piccolo esercito di persone: ben 35 dipendenti ha il bar Bristol, riaperto un paio d�anni fa rinnovato con sfarzo e lusso e diventato anche ristorante e pizzeria, ritrovo prediletto per croceristi che sbarcano al porto e se lo ritrovano, invitante, al primo angolo di via Emerico Amari. Ma anche ritrovo degli uomini della potente cosca di Villabate. �Mi hanno speso una barca di soldi in questo bar, tutta cocaina�, comment� un giorno davanti a Francesco Campanella il boss Nino Mandal�. E ieri, finito in carcere lui a raggiungere il figlio Nicola, anche lo splendido bar Bristol si � visto apporre i sigilli, mandando nel panico i 35 dipendenti, molti dei quali – sostengono gli inquirenti – scelti tra amici e parenti dei capimafia. Il bar, intestato formalmente alla moglie, era amministrato da Francesco Colletti, che il pentito Campanella definisce �referente per gli stupefacenti e uomo di fiducia di Antonino Mandal�, che prima del 2000 piazzava slot machine truccate che rendevano bene in una serie di locali di Villabate�.

                Cos� come avevano chiesto i sostituti procuratori Maurizio de Lucia, Nino Di Matteo e Michele Prestipino, il gip Pasqua Seminara ne ha disposto il sequestro, affidandone l�esecuzione ai carabinieri del nucleo operativo e agli agenti della squadra mobile. Che sempre ieri hanno sequestrato diverse altre attivit� ritenute dai magistrati provento di traffici illeciti e oggetto di riciclaggio. A cominciare dalle sale Bingo e dalle sale corse di propriet� della Enterprise, la societ� formalmente intestata proprio al pentito Campanella e ai suoi familiari, ma di fatto "giocattolo" preferito di Nicola Mandal�, che prelevava dalle sue casse denaro contante, fino a 600 mila euro al mese, per pagare gli stipendi e provvedere alle spese dei picciotti della famiglia.

                Proprio per cercare di coprire questi presunti buchi di cassa, Campanella (nel frattempo assunto al Credito siciliano) dice di aver organizzato la megatruffa ai danni dei clienti della sua banca, portando via dai loro conti e portafogli titoli pi� di un milione di euro che – dice – avrebbe per� consegnato nelle mani della cosca.

                I beni e le aziende ai quali ieri sono stati apposti i sigilli sono un�impresa meccanica di Villabate e le quote della Enterprise cui fanno capo il negozio di telefonia di via Noce di Campanella, nel quale il presidente della Regione Cuffaro si serviva di schede telefoniche, un�agenzia ippica e di scommesse sportive in piazza Figurella a Villabate e la sala Bingo di via dei Cantieri, a Palermo. I beni, per gli inquirenti, rappresentano il frutto e il profitto delle attivit� criminali riconducibili a indagati, alcuni dei quali arrestati marted� durante il blitz che ha portato all�arresto di diciotto persone. Alle attivit� di verifica ha partecipato anche il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza di Palermo.

                Per ogni societ� sequestrata il giudice ha nominato un curatore giudiziario, che proseguir� l�attivit� commerciale o imprenditoriale senza causare alcun problema occupazionale per i dipendenti.

                Il provvedimento di sequestro per la sala Bingo di via dei Cantieri era atteso da pi� di un anno, da quando cio�, dopo l�operazione "Grande mandamento" che port� in carcere i fedelissimi di Bernardo Provenzano e dopo il pentimento di Mario Cusimano, gli investigatori accesero i riflettori su quella che sembrava una vera e propria azienda della "famiglia" mafiosa e il questore dispose un provvedimento amministrativo, con la sospensione della licenza. Quella sala Bingo era il regno di Nino Mandal�, ma vi trovavano "occupazione" molti altri esponenti di spicco della cosca, dallo stesso Mario Cusimano a Gioacchino Badagliacca, finito in manette marted� e ritenuto un altro dei partecipanti alla trasferta di Marsiglia organizzata nel 2003 per l�operazione alla prostata di Bernardo Provenzano.

                La Enterprise – dicono gli inquirenti – era di fatto una societ� interamente partecipata dai Mandal�, che l�avevano messa su proprio nel momento in cui il ministero delle Finanze aveva concesso l�autorizzazione per l�apertura delle sale Bingo. E dei Mandal� sarebbe stata di fatto anche l�azienda meccanica di Villabate, formalmente di propriet� di Nicol� Cirrito, anche lui arrestato nel gennaio 2005 insieme con Nicola Mandal�, che ne era il direttore commerciale e che, proprio per il suo peso specifico, faceva s� che l�officina metallurgica lavorasse in sostanziale regime di monopolio per quel tipo di forniture. E in quell�officina, naturalmente, boss e gregari tenevano i loro summit.

                ********

                Prima Pagina e Pagina VII – Palermo

                Il racconto

                  Polizia e carabinieri irrompono mentre si prepara il pranzo per la Festa della donna Sigilli tra un caff� e un�arancina
                  I dipendenti �Fateci lavorare�
                  Senza stipendio n� cassa integrazione da un anno i 65 dei due punti Snai chiusi

                  ISABELLA NAPOLI

                  Non ci sono state proteste, la notizia era gi� sui giornali, ma forse baristi, cuochi, cassiera e tutti gli altri addetti non si aspettavano i sigilli cos� presto. I dipendenti hanno riposto i camici e le livree bianche, un glamour riservato a pochi locali storici della citt� – il Bristol era stato ristrutturato recentemente – e hanno abbassato le saracinesche, riponendo nei frigoriferi i prodotti gi� pronti e deperibili.

                  Ieri, nel giorno della Festa della donna, il Bristol, che serve molti uffici, dalla Camera di commercio all�Associazione piccole e medie imprese, ed � un punto di snodo per tanta clientela di passaggio, aveva preparato un men� ad hoc: 30 euro a persona, tutto compreso. �Avevamo avuto decine di ordinazioni – commenta uno dei cuochi – oggi (ieri, ndr) tra l�altro dovevamo riscuotere lo stipendio. Chiss� se ce lo daranno. Tutti noi speriamo che il bar riapra e che il nostro lavoro continui. Non si possono gettare sul lastrico lavoratori e famiglie per colpe altrui�. �Chiediamo alla magistratura – gli fanno eco i colleghi – la tutela del lavoro onesto�.

                  Alessandra, una ragazza che serve ai tavoli del ristorante, � sconsolata: �Vivo solo di questo lavoro – dice – e ora sono senza occupazione. Sono allarmata: cosa far�?�.

                  Ancora dopo mezzogiorno, quando le forze dell�ordine hanno completato l�affissione dei sigilli, erano tanti i passanti, in auto o in moto, che si fermavano nella speranza di poter prendere un caff�. Una brutta sorpresa pure per tre signore a bordo di una Ypsilon con passeggino a bordo, gi� pronte a lasciare per una mezza giornata di pausa mariti e figli per un pranzo tutto al femminile. �Avevamo ordinato per telefono il pranzo per festeggiare con altre amiche – raccontano alla notizia del sequestro – non potevamo immaginare quel che sarebbe successo�.

                  La magistratura dovrebbe adesso nominare un amministratore giudiziario, e il bar-ristorante potrebbe riaprire nell�arco di pochi giorni. Ma dipendenti e sindacati sono preoccupati. �Non sappiamo che fine faremo – dice con rabbia una delle cameriere del locale prima di lasciare assieme a un gruppo di colleghi via Emerico Amari – per noi � una giornata da dimenticare�.

                  Il sequestro ha colpito anche la Enterprise srl, cui fanno capo un centro di telefonia in via Noce, un�agenzia ippica e di scommesse sportive a Villabate e la sala Bingo di via dei Cantieri. Agenzie e Bingo, per�, non funzionavano pi� da un anno, da quando gli inquirenti avevano revocato in via cautelativa alla Enterprise la licenza di pubblica sicurezza. Gi� da un anno i 65 dipendenti dei due punti Snai e del Bingo non ricevono stipendio, n� sono state avviate le procedure di mobilit�.

                    �Pi� volte – racconta Marianna Flauto, responsabile del settore Commercio della Uiltucs regionale, che ha seguito la vertenza sindacale – abbiamo fatto appello alla prefettura per risolvere la questione e avviare almeno la cassa integrazione. Ci sono famiglie che sono state sfrattate, altre che vivono senza corrente elettrica. Non sono licenziati n� cassintegrati, non sono neanche disoccupati, ma non hanno pi� di che vivere. Speriamo che ora il sequestro sblocchi questa situazione�.