Palermo: l’80% dei negozi paga il «pizzo»

14/09/2006
    gioved� 14 settembre 2006

    Pagina 10 – Interni

    Palermo, la piovra sulla citt�:
    l’80% dei negozi paga il �pizzo�

      Diminuite le denunce, aumentati i danni �da avvertimento�. Tano Grasso: omert� pi� forte della legge antiracket

        di Marzio Tristano / Palermo

        IN TUTTA ITALIA a pagare sono 160 mila, 50 mila nella sola Sicilia, dove, a Palermo e Catania, costituiscono l’80% degli esercizi aperti sul territorio. Pagano, in totale, 6 miliardi di euro l’anno.

        Pagano una quota una tantum, ogni mese, o in occasione delle ricorrenze religiose, come contributo per i carcerati, ma anche �in natura�, nel caso delle imprese edili. Pagano da 200 a 500 euro al mese se il negozio � in periferia, da 750 euro a mille se � al centro, i supermercati pagano in media 5000 euro, i cantieri appena aperti 10 mila. Pagano anche per riavere ci� che � stato loro rubato, nella formula definita del �cavallo di ritorno�: pagano e denunciano sempre di meno. Sono diminuite dell’11,3% infatti le estorsioni denunciate rispetto all’anno precedente secondo i dati forniti a Ferragosto dal ministro Amato. Ma sono aumentati i danneggiamenti, definiti in �costante crescita�: segno che gli incendi dei negozi e le intimidazioni restano spesso reati singoli, senza essere agganciati ufficialmente ad un episodio di estorsione. Eppure per incentivare le denunce sono stati spesi miliardi. Un dato che fa riflettere: uno degli obbiettivi della legge antiracket � proprio lo scardinamento del muro dell’omert�. Oggi a guidare l’ufficio antiracket del governo � un funzionario del Viminale, Raffaele Lauro, che fu capo di gabinetto del ministro Scajola, nominato commissario straordinario dal governo Berlusconi sul filo di lana della sua scadenza e confermato, come commissario ordinario, dal nuovo governo Prodi.

        �Una cosa � chiara – sostiene Tano Grasso, che fu commissario antiracket fino all’ottobre del 2001, poi cacciato al governo Berlusconi appena insediato – i maggiori soldi spesi per risarcire i commercianti non sono servizi ad aumentare il tasso di fiducia che si traduce nell’aumento delle denunce. Ricordo la rincorsa ad elargire pi� soldi possibile, ad ogni convegno o manifestazione veniva fatto il bilancio del denaro consegnato come un successo rispetto alla mia gestione precedente. Ma i risultati non sono arrivati�. �Un’applicazione della legge a fasi alterne – conferma il deputato Ds Giuseppe Lumia – : c’� stato un momento di totale stasi, adesso stiamo tentando di rilanciare l’azione e le associazioni antiracket�. Che, per�, a Palermo, unica tra le grandi citt�, ancora non si � costituita. �Ci stiamo lavorando intensamente e credo di poter raggiungere un risultato positivo a breve – dice Grasso – nonostante ci siamo costituiti parte civile in numerosi processi, la denuncia stenta ad attecchire. C’� una omogeneit� in negativo del mondo imprenditoriale, refrattario culturalmente, e registriamo un apporto assolutamente insignificante delle associazioni di categoria alle iniziative del consumo critico dei ragazzi di “Addio Pizzo”, l’unica vera novit� di questi 16 anni di battaglie�. E i tempi di erogazione delle somme? In molti denunciano tempi biblici e ostacoli burocratici per ottenere i risarcimenti. �Oggi almeno il 75% delle prefetture e delle questure � perfettamente attrezzato ad istruire le pratiche – dice Grasso – e in pochi mesi si riesce ad ottenere la provvisionale che � pari al 70% della somma da erogare. Se ci sono rallentamenti, quasi sempre sono dovuti a perplessit� dei funzionari sorte nel corso dell’istruzione della pratica�. Vediamo i dati: dall’inizio dell’anno 71 richieste di risarcimenti sono state accolte, 39 respinte, per 31 � stato disposto un supplemento d’istruttoria. Quest’anno sono stati erogati 417.298 euro a titolo di provvisionale, e 1.057.247 per il saldo delle somme dovute. Che, per�, non sono serviti ad aumentare le denunce dei commercianti.

          La legge antiracket

          Denunciare l’estorsione:risarcimento in pochi mesi

          Condizione irrinunciabile per avere accesso ai fondi antiracket � la denuncia del reato subito. La copertura � di due tipi: una fa fronte al danno vero e proprio, sia sotto il profilo del mancato guadagno, sia sotto quello del danneggiamento. In questo caso il commerciante deve denunciare l’estortore che si � presentato alla sua porta chiedendo il pizzo. Ma la legge copre i danni subiti anche da chi, non avendo ricevuto alcuna richiesta estorsiva, pu� avere il proprio negozio danneggiato come segnale lanciato agli altri commercianti della zona. In questo secondo caso polizia e carabinieri devono confermare il contesto investigativo avvalorando la denuncia del commerciante. I tempi di riscossione delle somme sono ormai relativamente brevi e si esauriscono nell’ordine di pochi mesi. (m.t.)