Palermo. Il gruppo Randazzo raddoppia «In tre anni altri sessanta negozi»

08/10/2002

PALERMO

 
MARTEDÌ, 08 OTTOBRE 2002
 
Pagina IV
 
L´INTERVISTA
 
Parla Gianclaudio Burgio, nuovo direttore generale
 
Il gruppo Randazzo raddoppia "In tre anni altri sessanta negozi"
 
 
 
In programma la nascita di una alleanza con catene di vendita per gli acquisti comuni
 
ISABELLA NAP0LI

SESSANTA nuovi punti vendita nei prossimi tre anni. Questo il progetto di espansione del gruppo Randazzo, da metà settembre sotto la guida del neodirettore generale Gianclaudio Burgio. L´apertura dei nuovi negozi – venti ogni anno – porterà l´azienda che nella distribuzione di prodotti di ottica e fotografia è seconda solo alla milanese Salmoiraghi & Viganò, a quota 128, quasi il doppio degli attuali 68 punti vendita dislocati in tutto il territorio nazionale. Sabato scorso è stato inaugurata la nuova sede di Siracusa e nei prossimi mesi apriranno altre filiali a Pescara, Catania, Trieste e Sora in provincia di Frosinone. Fra gli obiettivi del gruppo rientra ora anche l´apertura ad alleanze con medie aziende del settore, per la creazione di un gruppo di acquisto più forte sul mercato. Una nuova strategia mutuata dal mercato dei beni dei beni di largo consumo e che in Randazzo arriva proprio con il manager assunto alla direzione. Burgio, 46 anni, messinese, ha ricoperto la carica di direttore logistica nel gruppo Pam, leader nella grande distribuzione e altri incarichi nei gruppi Scott e Kimberly Clark.
Come cambia la strategia del gruppo con il suo ingresso in azienda?
«L´azienda ha una sua coerenza nei comportamenti e nelle strategie che sarà sempre mantenuta. Il mio compito sarà quello di accelerarne la crescita che riguarderà il più possibile la Sicilia ma anche il Centro e Nord d´Italia. Vogliamo conservare le caratteristiche di azienda fortemente radicata al territorio ma con progetti di respiro nazionale, diventare per la Sicilia un po´ quello che la Benetton è per il Veneto. Nell´ambito dei piani di crescita, prevediamo la creazione di un gruppo di acquisto per aumentare il potere contrattuale sul territorio. Attualmente, infatti, il mercato dell´ottica è frammentato in migliaia di piccole e medie aziende e solo pochi fornitori riescono ad imporre i loro prezzi. Negli altri paesi europei, invece, prevalgono le grandi concentrazioni, le catene di distribuzione che anche in questo campo come nel food hanno soppiantato i piccoli».
Che tipo di aziende intendete coinvolgere in questo progetto?
«Ci interessano alleanze con catene di distribuzione di medie dimensioni, che contano cinque-sei negozi e stiamo già valutando alcuni profili aziendali».
Nei vostri piani c´è anche la produzione?
«I nostri laboratori si limitano ad assemblare lenti e montature. La produzione non rientra fra i nostri obiettivi, anche perché si tratta di un mercato interamente controllato da poche multinazionali che fatturano migliaia di miliardi. In futuro, però, fra i progetti dell´azienda, oltre alle strategie di alleanza, c´è anche la quotazione in Borsa. È, questo, uno dei motivi per cui nell´azionariato del gruppo circa un anno fa è entrato come socio di minoranza il Fondo Chiuso Mobiliare Bnl Investire Impresa».
Oltre ai negozi al dettaglio, il gruppo ha anche una forte presenza nel mercato all´ingrosso di foto e video.
«Abbiamo otto punti Infoto specializzati nella vendita all´ingrosso di materiale fotografico. Sono negozi caratterizzati dalla formula del cash & carry: il dettagliante può scegliere liberamente i prodotti e pagarli alla cassa. Abbiamo inoltre una rete di circa 5000 agenti».
Oltre all´orario continuato e all´apertura domenicale, quali nuovi servizi lancerete a breve?
«I nostri investimenti sono tutti centrati allo sviluppo e al rinnovo del punto vendita. Nel rapporto con il cliente, stiamo passando sempre più dal concetto di vendita assistita al libero servizio, ovvero al negozio dove il cliente può girare liberamente fra i reparti e decidere se acquistare o meno. L´assortimento rimane uno dei nostri punti di forza. Inoltre ci saranno anche nuovi servizi come una formula di credito agevolato per l´acquisto di un paio di occhiali».