Palermo. Disoccupati e precari, allarme rosso

26/05/2005
    giovedì 26 maggio 2005

    Pagina III – Palermo

      ECONOMIA E POLITICA

      In piazza indotto Fiat, Tecnosistemi e lavoratori in mobilità. I precari regionali proclamano lo stato di agitazione
      Disoccupati e precari, allarme rosso
      Cortei e sit in, la Cgil rilancia: "Serve uno sciopero generale" Carmelo Diliberto "Tempi maturi per una mobilitazione che dia voce a chi soffre" "Il governo regionale non ha alcun interesse per un apparato produttivo a pezzi"

        GIOIA SGARLATA

          Operai accanto a ricercatori. Commessi a fianco di tute blu dell´indotto Fiat. Precari insieme a metalmeccanici. Nell´ennesima giornata calda sul fronte lavoro mentre gli operai della Valdosatana Plastici protestano sotto Palazzo d´Orleans, quelli di Tecnosistemi battono i pugni davanti alla task force dell´occupazione e un centinaio di altri disoccupati manifestano davanti alla prefettura, la Cgil rilancia l´emergenza e propone uno sciopero generale siciliano. «I tempi sono maturi», dice il segretario regionale del sindacato Carmelo Diliberto aprendo i lavori del direttivo della confederazione siciliana. «Lo sciopero generale servirà a dare voce a chi soffre, a chi non si rassegna, a denunciare bisogni e ritardi di una politica che non dà risposte», dice Diliberto, girando la proposta al leader regionale della Cisl Paolo Mezzio alla vigilia del congresso che il sindacato bianco aprirà oggi allo Zagarella. Come dire: sul lavoro e sulle mille vertenze siciliane occorre «alzare la voce, chiedere risposte». E farlo presto «entro fine giugno», dice il leader della Cgil.

          Parole dure che arrivano a fine mattinata mentre a Palermo si consuma un´altra giornata di protesta. Davanti alla Prefettura un centinaio di disoccupati manifestano con cartelli e striscioni dando vita a una nuova sigla, quella degli "espulsi". Tra di loro 40 lavoratori licenziati da Legno Market, in mobilità dall´1 gennaio 2005, altri 40 di Argento-Oro (ex Stancampiano) con la mobilità già scaduta o in scadenza e i lavoratori licenziati di Pasti-Sud. «Abbiamo chiesto alla Prefettura l´attivazione di un tavolo con la task-force regionale per l´occupazione per un progetto di reinserimento occupazionale attraverso la riqualificazione di questi lavoratori», dice Monica Genovese, segretario della Filcams-Cgil di Palermo. E Antonio Palazzo, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil, aggiunge: «Perché a Palermo non è mai accaduto che un lavoratore in mobilità sia stato assunto da un´altra azienda, malgrado gli sgravi fiscali previsti». Ma a rivendicare un futuro ieri oltre agli "espulsi" sono stati anche i 4658 precari regionali. «Chiediamo di conoscere le reali intenzioni del governo», scrivono a Cuffaro in una lettera con la quale annunciano il loro stato di agitazione.

          Ma l´elenco delle vertenze arrivate al pettine è lungo. Davanti a Palazzo d´Orleans per tutta la mattina protestano i 100 dipendenti della Tecnosistemi Energia. «Siamo transitati dalla Italtel e ora chi dopo 25, chi dopo 10 anni di continuità lavorativa, ci troviamo in una azienda chiusa e a rischio liquidazione. Sulla quale il governo regionale continua a far promesse che si rivelano false», racconta Marcello Di Maria, Rsu Cgil. Due giorni fa si sarebbe dovuto tenere il vertice tecnico annunciato dal governo Cuffaro con rappresentanti del ministero e l´Elettromontaggi che dovrebbe acquisire l´azienda di Carini evitandone la liquidazione.

          «Un incontro che non c´è mai stato», dicono. Sotto Palazzo d´Orleans anche i 22 operai della Valdostana Plastici «da 5 mesi senza stipendio e senza cassintegrazione», spiega il vicesegretario della Filcam Ruggero Utro. E fino a sera, altre vertenze. Davanti all´Ars, gli orchestrali del Brass suonano per chiedere l´approvazione del ddl che trasformerebbe l´associazione in fondazione restituendogli un futuro. E per domani si annuncia un´altra giornata difficile. In piazza i dipendenti della St microelectronics che sciopereranno per 4 ore nell´ambito della giornata di protesta decisa dai sindacati italiani e francesi per il taglio di 3000 posti annunciato dalla multinazionale. A Palermo la manifestazione si terrà davanti a Palazzo d´Orleans. Proprio mentre dentro il palazzo si tornerà a discutere del futuro dell´indotto Fiat.