Palermo. Confcommercio: «Cacceremo chi non denuncia gli estorsori»

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

      Pagina VII – Palermo

        L´ANNUNCIO
        Confcommercio: «Cacceremo chi non denuncia gli estorsori»
        In diecimila negozi locandine con l´impegno a rifiutare pressioni criminali Scatta l´espulsione dagli organismi di categoria se è provato il favoreggiamento

          ISABELLA NAPOLI

          FUORI da Confcommercio i negozianti che non collaborano con la magistratura e le forze dell´ordine nella lotta al racket. Saranno espulsi dall´Ascom provinciale tutti quei commercianti che pagano il pizzo e non denunciano i loro estorsori all´autorità giudiziaria. E in segno del loro impegno gli associati dovranno affiggere alle vetrine dei negozi una locandina in cui si impegnano a rispettare due dei punti dell´accordo siglato dal presidente nazionale Sergio Billè con il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. L´accordo è del 2003, ma ieri è stato rilanciato nel corso di una riunione del consiglio direttivo di Confcommercio Palermo, allargata ad alcuni rappresentanti del movimento "Addiopizzo", e diventerà la bandiera di questa nuova campagna contro la criminalità organizzata.

          Entro la metà di giugno la locandina sarà distribuita agli oltre diecimila esercenti che aderiscono a Confcommercio in città e in provincia. In vetrina andranno i passaggi basilari della dichiarazione d´intenti siglata con il ministero. Primo punto: «Le associazioni di categoria che sottoscrivono il presente atto promuovono l´impegno dell´operatore economico a collaborare con le forze dell´ordine e con l´autorità giudiziaria a fronte di eventuali richieste estorsive e di ogni altra forma di pressione o di condizionamento criminale nei confronti della propria attività economica». Secondo punto: «Accertato il mancato rispetto dell´impegno di cui al punto 1 da parte dell´operatore economico che aderisce all´associazione, i competenti organismi direttivi valuteranno la sospensione dell´iscrizione o l´esclusione dell´operatore stesso dall´organizzazione e l´immediata decadenza da ogni carica rappresentativa in seno all´associazione».

          Ma quando scatterà l´espulsione dall´associazione? Per Rosanna Montalto, presidente dell´associazione Commercianti del terziario innovativo con delega per la legalità, «la mancata collaborazione con le forze dell´ordine deve essere un fatto assodato e non soltanto un sospetto. Per questo motivo – spiega – non ci possiamo soltanto basare su semplici sospetti ma su una sentenza definitiva che condanni il commerciante per la sua condotta. Non ci possiamo in questo senso sostituire alla magistratura».

          Per il presidente di Confcommercio Palermo, Roberto Helg, «bastano prove concrete di favoreggiamento e mancata denuncia dell´estorsione, prove che naturalmente emergano nel corso di indagini dell´autorità giudiziaria, per far decretare la sospensione e in un secondo momento l´espulsione». Si eviterebbe così di aspettare i tempi più lunghi di una sentenza inappellabile. «È chiaro che per decidere di sospendere o espellere un membro – spiega Helg – non possiamo che avvalerci delle segnalazioni delle forze dell´ordine, ma non sarà indispensabile una sentenza passata in giudicato. Questa iniziativa contribuirà a sostenere l´opera meritoria dei ragazzi del comitato "Addiopizzo" e fornirà un ulteriore segnale di impegno anche verso i consumatori».

            Il nuovo manifesto contro il racket si inserisce nell´ambito della campagna "Negozio sicuro", la guida per la lotta quotidiana contro le estorsioni che è stato distribuita in oltre 34 mila copie in tutti gli esercizi della provincia. Il direttivo di Confcommercio Palermo ha anche deciso una collaborazione costante con il gruppo promotore di "Addiopizzo", che nei giorni scorsi aveva lanciato il primo manifesto per un consumo critico, e ha raccolto le adesioni dei consumatori che si impegnano ad acquistare solo da negozianti contrari a pagare il pizzo. L´iniziativa del comitato è anche su Internet sul sito www.addiopizzo.org. La raccolta ha raggiunto quota 3.812 sottoscrizioni. Il manifesto è stato sottoscritto anche dal Senato accademico dell´Università.