PALERMO: CHIUDONO MOLTE ATTIVITÀ, 1900 LAVORATORI TRA MOBILITÀ E CASSA INTEGRAZIONE

04/08/2011

4 agosto 2011

Palermo: chiudono molte attività, 1900 lavoratori tra mobilità e cassa integrazione

Chiudono le attività a Palermo, sia in centro che in periferia, e tanti lavoratori sono in cassa integrazione o in mobilità. E’ lo specchio di una crisi che non accenna a fermarsi. A via Roma si contano una decina di negozi chiusi o rimasti vuoti. In via libertà ha chiuso lo store della catena Benetton, la storica gioielleria palermitana Fiorentino ha messo in casso integrazione 47 dipendenti, di cui sei a zero ore. Non va meglio nel settore della grande distribuzione il supermercato Sma Cityper di Brancaccio, anche qui: personale in cassa integrazione e la mobilità per 44. E ancora Grande Migliore, il gruppo Li Vorsi e la catena Bucalo. Grande Migliore, in viale regione siciliana, ha avviato contratti di solidarietà per tutto il personale e chiesto la mobilità per 14; Li Vorsi, invece, la mobilità per 54 dipendenti dei negozi di corso Alberto Amedeo, via Messina Marine e Viale Regione siciliana; la catena Bucalo, invece, 16 esuberi nei punti vendita di via La Malfa, Libertà e via Sciuti. ”Le trattative sono aperte – dice il segretario provinciale della Filcams Cigl di Palermo, Monia Caiolo – chiederemo soluzioni alternative per evitare i licenziamenti”. Secondo i dati della Camera di Commercio di Palermo, nel secondo trimestre del 2011 su 98.117 imprese registrate, risultano 2.040 attività cessate, a fronte di 1.744 nuove iscrizioni (erano 1620 e 1421 nel 2010). Chiusi perchè non in possesso di regolare licenza anche Gustoso, Burger King e Fratelli La Bufala all’interno del centro commerciale Forum di Palermo, che conta 125 negozi, un ipermercato Ipercoop e un cinema con 7 sale. Tra dipendenti e indotto ci lavorano circa 1200 persone. Da gennaio a luglio di quest’anno, 230 aziende hanno presentato richiesta per ammortizzatori sociali in deroga. Sono 1900 i lavoratori interessati: il 40% da procedure di mobilità in deroga; il 60% da cig in deroga. La crisi non risparmia nemmeno i venditori ambulanti, circa un centinaio lungo il litorale di Mondello, il borgo marinaro a pochi chilometri dal centro città che dichiarano di guadagnare molto meno degli anni precedenti (Fonte ANSA).