Palermo: Caccia al turismo di qualità

05/03/2001

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Caccia al turismo di qualità
Campi da golf, centri convegni e multimediali: 7 progetti integrati
l’iniziativa

GIUSEPPE MARINARO


All’apparenza sembra un libro dei sogni che prova a narrare la nuova storia di «Palermo capitale». Sette idee per lo sviluppo del capoluogo siciliano e la sua provincia con l’obiettivo di creare un sistema integrato in grado di intercettare il turismo di qualità. E di attivare nei prossimi anni investimenti per 300 miliardi di lire. In prima linea imprenditori privati con una sponda nel sistema creditizio. E’ la sfida del «Consorzio capitale Palermo», messo su dal Comitato Sicilia Golf e dal Club Skall international. Sette progetti per sette infrastrutture: un centro convegni internazionale di 25 mila metri quadrati nei pressi del Castello a mare, un tourist gate nell’ex carcere delle Benedettine, una stazione autolinee nell’area portuale prospiciente via Crispi di 11 mila metri quadrati, e un centro multimediale dietro l’Albergo delle povere. E poi i campi da golf da collegare in un circuito. A fare da battistrada sono 4 imprenditori: Alessandro Scelfo (Segesta autolinee), Gianluigi Lapis, Umberto La Commare e Lena, impegnatisi, rispettivamente, per i campi da golf di Collesano, Villa Airoldi e Castelbuono, più di un progetto, ormai.
Sullo sfondo, l’intensa attività diplomatica con le banche. «Con alcune di esse sono già stati attivati contatti promettenti», afferma Salvatore Scalisi, direttore dell’Ente bilaterale turismo, animatore del Consorzio insieme a Lucio Messina del Comitato golf e turismo e del Club Skall, che aggiunge: «A dare una sua disponibilità di massima è stata Banca Nuova».
Il progetto più ambizioso è il centro congressi da 5 mila posti da realizzare nell’area del castello entro la cinta fortificata, sulle orme delle fabbriche originarie non più esistenti. «Il costo – afferma il progettista, Fausto Provenzano – può oscillare fino a 250 miliardi, soprattutto se il nostro modello è il centro museale di Bilbao, entrato nell’immaginario collettivo della modernità».
Poi il tourist gate, per il quale si propone il riutilizzo dell’ex reclusorio femminile, di fronte a San Giovanni degli Eremiti. Nei primi due piani, sale riunioni, meetings point, agenzie di cambio, alberghi diurni, salette proiezioni, stands. Costo: 3,2 miliardi.
Ancora, la stazione autolinee nell’area portuale: un piano interrato per il parcheggio dei pullman, 2 piani commerciali e uno per il gate d’imbarco. Spesa: 710 miliardi. E, infine, la Sicilia multimediale, un plastico in scala 1:4000, grande quanto un campo di calcio dove l’Etna è alto 90 centimetri. Collocata in una vasca piena d’acqua e integrata da strutture multimediali, concentrerà in un solo luogo la rappresentazione della storia e della civiltà dell’isola in un gioco di suoni e colori. Il tutto per la modica cifra di 15 miliardi.