Palermo. A Bucalo cinque negozi ex Miraglia

26/02/2007
    sabato, 24 febbraio 2007

      Pagina V – Palermo

      IL GRUPPO BUCALO

      IL CASO

      Applicata la nuova procedura fallimentare sulla cessione del ramo d´azienda. Riassorbiti 20 lavoratori

      A Bucalo cinque negozi ex Miraglia
      asta per gli altri sette punti vendita

        L´offerta è risultata più conveniente rispetto a Golden Point
        Chiesto un maggior numero di assunzioni dei 74 cassintegrati

          ISABELLA NAPOLI

          CINQUE punti vendita della catena di abbigliamento Miraglia acquistati dalla Facis spa di Piero Bucalo. Ormai è ufficiale, i negozi palermitani di via Libertà, corso Calatafimi, viale Strasburgo e i punti vendita di Modica e Messina passeranno all´azienda rilevata nel 2002 dai fratelli Bucalo, gli imprenditori palermitani che amministrano la Gifrab spa e il network di 70 punti vendita in Italia di cui 36 in Sicilia.

          Probabilmente entro l´anno, dal crac della Gmc sas di Alfredo e Lorenzo Miraglia, nasceranno cinque negozi Bucalo dedicati alla vendita del noto marchio di abbigliamento maschile, ma anche di brand femminili, sulla falsariga del megastore La Malfa Center in via Ugo La Malfa.

          La curatela fallimentare, coordinata dal legale Mario Parisi, dopo avere consultato il giudice delegato Cinzia Soffientini, ha scelto come contraente per la cessione del ramo d´azienda la Facis spa. Si conclude così la prima fase della cessione del ramo d´azienda, fra i primi casi in Italia a seguire l´iter stabilito dalla nuova legge fallimentare.

          La Facis spa che ha chiuso il 2006 con un fatturato di 38 milioni di euro, ha presentato il 30 gennaio scorso un´offerta d´acquisto per 3 milioni 450 mila euro e ha proposto l´assunzione di 20 dipendenti, battendo l´altro imprenditore in pista, Salvatore Infantino titolare dei franchising Golden Point a Palermo. La prossima settimana, il curatore convocherà i sindacati per le consultazioni previste dalla legge 428 del 1990 sulla cessione del ramo d´azienda. Sono 74 i dipendenti dei negozi Miraglia, attualmente in cassa integrazione. Dopo un lungo iter, appena una settimana fa, sono arrivate le prime cinque mensilità, fino a dicembre 2006 e i lavoratori restano in attesa delle altre mensilità, spettanti fino a luglio. All´incontro con il curatore fallimentare e l´acquirente, i sindacati chiederanno che siano assunti più di venti dipendenti. «È impensabile che un negozio impieghi solo quattro dipendenti – dice Vincenzo Cangemi, della Filcams Cgil – venti unità sono troppo poche. I criteri per l´assunzione, comunque, dovrebbero privilegiare il carico familiare e l´anzianità di servizio. Si potrebbe pure pensare ad assunzioni part-time di più unità».

          La Uiltucs regionale, invece, proporrà una selezione tra tutti e 74 i dipendenti. «Chiederemo all´acquirente – dice Marianna Flauto, segretario regionale della Uiltucs per il settore commercio – di assumere più di venti persone attraverso una selezione che valorizzi le professionalità di ciascun lavoratore. Tutti i lavoratori per noi hanno lo stesso diritto ad essere assunti». Il parere dei sindacati non è comunque vincolante sulla decisione finale da parte della curatela e dell´azienda. Entro dieci giorni dalla convocazione dei sindacati, presumibilmente entro la fine di marzo, sarà comunque formalizzato l´atto di cessione. La merce presente nei negozi (Bucalo ha presentato un´offerta anche per i capi già oggetto d´inventario) potrebbe invece essere liquidata ad altri acquirenti.

          Entro la prossima settimana, dovrebbe essere definita anche l´asta a offerta libera degli altri sette punti vendita Miraglia. La gara riguarda i sei negozi palermitani di via Sciuti, via Roma, via Maqueda, piazza Don Bosco e via Leonardo da Vinci, dove il marchio era presente con due punti vendita e uno a Catania. La presentazione delle offerte che devono riguardare anche l´assunzione di un congruo numero di lavoratori scade lunedì mattina. Le istanze a questa seconda fase del fallimento dovrebbero essere più numerose, dato che non è stata fissata alcuna base d´asta. In ballo, ci sono vari imprenditori palermitani, di settori diversi dall´abbigliamento, come calzature e accessori, interessati all´acquisto anche solo di uno o due punti vendita. «Se ci sono più interessi su uno stesso negozio – spiega il legale Mario Parisi – la curatela fallimentare può scegliere di promuovere una gara informale tra i potenziali acquirenti». A parte l´acquisto in stock dei Bucalo, che hanno riunito le aziende Facis, Mediconf e Gifrab nella Hib, Holding Industrie Bucalo, gli altri punti vendita potrebbero essere venduti a singoli acquirenti.