Palazzo Chigi, un «filtro» per gli emendamenti alla Finanziaria

07/10/2002

7 ottobre 2002





      Da stasera i ministri dell’Eurogruppo discutono il rinvio al 2006 del pareggio di bilancio

      Palazzo Chigi, un «filtro» per gli emendamenti alla Finanziaria


      Il ministro udc Giovanardi: sì ai cambiamenti ma solo se meditati e condivisi. Diplomazie di parti sociali ed esecutivo al lavoro per ricucire

          MILANO – Lo «strappo» di Capri tra governo e Confindustria è fresco e le diplomazie faticano a ritrovare una strada. Tanto più che lo scontro a distanza tra il vicepremier Fini e il ministro dell’Economia Tremonti da un lato e il presidente della Confindustria D’Amato dall’altro, era abbastanza inatteso. Appena venerdì scorso la telefonata da palazzo Chigi a palazzo Partanna di Napoli, giunta in tarda mattinata, mentre D’Amato riuniva il comitato Mezzogiorno di Confindustria, era apparsa tranquillizzante. Silvio Berlusconi, ancora una volta, aveva voluto rassicurare il presidente degli industriali sulla volontà di dar seguito ai due colloqui nei quali, in settimana, i vertici di viale dell’Astronomia avevano manifestato tutta la loro insoddisfazione per la Finanziaria 2003. «Non c’è bisogno di alzare i toni, il governo è disponibile a modificare la manovra», era il messaggio al capo degli industriali, anche in vista del convegno dei giovani a Capri. E D’Amato ne aveva preso buona nota, preparandosi a riproporre l’indomani un giudizio severo ma garbato sulla Finanziaria a base di «luci e ombre», anche se con più ombre che luci. Poi lo scambio di battute tra Roma e Capri ha esasperato il quadro. Ora le diplomazie torneranno al lavoro con margini stretti. Da dopodomani parte la sessione parlamentare di bilancio con una raffica di audizioni alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Apre mercoledì Tremonti, poi, venerdì, sarà la volta del Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio. Subito dopo toccherà alla Confindustria. E i toni dipenderanno anche dalla misura di un eventuale riavvicinamento. Ancora una volta il disgelo potrebbe passare per palazzo Chigi. La settimana scorsa è già successo due volte che Berlusconi abbia convocato Confindustria. La diplomazia si muove comunque su più fronti e i firmatari della lettera-appello a Berlusconi (Confindustria, Cisl e Uil) contano anche di «sfondare al centro» dello schieramento di maggioranza. Ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi (Udc), ha ribadito che «la Finanziaria non è blindata, ma le modifiche devono essere meditate e condivise». Ragion per cui passeranno un «filtro preventivo», un «comitato ad hoc», a palazzo Chigi, composto da tecnici incaricati di verificare la compatibilità degli emendamenti con i saldi della manovra. A tirare le fila saranno Angelino Alfano, parlamentare di Forza Italia e assistente personale di Berlusconi, che sarà relatore della Finanziaria e il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas.
          Tremonti sarà mercoledì in Parlamento dopo una «due giorni» impegnativa. A Lussemburgo stasera e domani si riuniscono i ministri finanziari dell’Eurogruppo. Discuteranno la proposta del Commissario Pedro Solbes di spostare al 2006 l’obiettivo del pareggio di bilancio. La soluzione che si va delineando, di evitare un voto formale sulla proposta, scavalca le rimostranze di Olanda, Spagna, Austria e Finlandia, e favorisce comunque le posizioni e le politiche di bilancio di Francia, Germania, Italia e Portogallo.
      Carlo Cinelli



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