Pai mette all’asta Coin Staffetta tra «private equity»

23/09/2010

La decisione è diventata ufficiale: dopo cinque anni Pai mette all’asta la quota (il 69,3%) detenuta in Coin (azionista di controllo è in realtà Financiere Tintoretto, partecipata dal fondo Pai Partners e Fincoin). Siamo appena all’inizio del percorso: ieri la comunicazione al gruppo della grande distribuzione per poter aver accesso ai documenti della società, poi ci sarà la scelta degli advisor, quindi la preparazione della vendor due diligence, la scelta delle offerte vincolanti; un processo che potrebbe abbracciare fino a tre mesi di tempo. Una fase in cui l’amministratore delegato Stefano Beraldo avrà sicuramente voce in capitolo. E non tanto perché è stato messo al timone dei grandi magazzini proprio da Pai subito dopo l’acquisizione della società dalla famiglia Coin, anche per essere un azionista diretto (con quasi il 2%) del department store. Artefice del turnaround, protagonista della svolta, che dal rilancio di Oviesse oggi passa attraverso la trasformazione del marchio storico Upim in «Upim pop» e cioè piccoli centri commerciali in cui si vende di tutto, dall’abbigliamento all’elettronica, Beraldo è garante del piano industriale e della continuità del gruppo veneto. Che con tutta probabilità finirà in mano a un altro fondo. Le indiscrezioni sull’uscita di Pai e i buoni risultati del semestre (vendite a 802,9 milioni, in crescita del 40,3%, utile ante-imposte di 7,7 milioni) hanno dato slancio al titolo che ha chiuso in rialzo del 2,% a 6,8 euro.