Pagliarini: «Ritocchi ai lavori usuranti»

24/10/2007
    mercoledì 24 ottobre 2007

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    Pagliarini: intervenire anche sulle aliquote contributive

      «Ritocchi ai lavori usuranti»

        ROMA
        Dall’inizio della prossima settimana il Ddl che recepisce il Protocollo tra Governo e parti sociali inzia il suo iter parlamentare. E la sinistra comunista annuncia modifiche: «Sul welfare, che non fa parte della Finanziaria, continueremo la battaglia per gli emendamenti – fa sapere il segretario del Pdci Oliviero Diliberto – anche alla luce della grande manifestazione di sabato scorso».

        Il testo che ieri è stato trasmesso alla Camera, tra oggi e domani dovrebbe essere assegnato alla commissione Lavoro, ma è probabile che la commissione Bilancio venga chiamata a esprimere un parere rafforzato. Il presidente della commissione Lavoro, Gianni Pagliarini (Pdci), intende convocare per le audizioni «tutti i soggetti interessati dal Protocollo, compresi quanti non lo hanno sottoscritto». L’obiettivo per Pagliarini è quello di «giungere all’approvazione definitiva del Dsl entro la fine dell’anno», ma i tempi sono stretti, dopo circa tre settimane di esame in commissione «il testo dovrebbe arrivare in Aula il 26 novembre per poi essere trasmesso al Senato».

        Pagliarini individua quattro aree di intervento, «nel solco dell’accordo siglato tra Governo e parti sociali». La prima è quella dei lavori usuranti: «Occorre rendere certo il diritto soggettivo» dei lavoratori interessati all’uscita anticipata che «non può essere messo in discussione se si supera la quota annuale», nell’ambito dello stanziamento complessivo di 2,5 miliardi in 10 anni. «Anche se è scomparso il riferimento al tetto di 5mila uscite l’anno – continua Pagliarini – bisogna garantire che se 5.oo1 lavoratori svolgono attività usuranti maturano il diritto all’uscita anticipata, non venga messo in discussione il diritto soggettivo. Serve un chiarimento nella parte normativa e, se necessario, un’aggiunta di risorse». Altra priorità, le aliquote contributive per i precari: «Bisogna arrivare ad armonizzare il costo del lavoro per rendere meno conveniente il ricorso a contratti precari e assicurare prestazioni pensionistiche più elevate». Il Ddl prevede che dal 2010 l’aliquota raggiungerà il26,50%, ma secondo Pagliarini occorre andare oltre, «indicando l’ulteriore percorso di armonizzazione». Pagliarini, infine, sollecita «più coraggio nell’abrogazione di alcune tipologie di lavoro atipiche». Non lo dice esplicitamente, ma il pensiero va alle tipologie contrattuali previste dalla legge Biasi, come lo staff leasing, nel mirino della sinistra.

        G.Pog.