Padova. Sciopero del commercio: piazza negata

21/12/2007
    venerdì 21 dicembre 2007

      Pagina 21 – Cronaca

        Sciopero del commercio, piazza negata

          Zanonato boccia il corteo regionale per tutelare gli acquisti natalizi in centro
          Ivana Veronese (Uil): «La giunta ha scritto la pagina più nera»

            Colpo di scena nella programmazione dello sciopero del commercio, indetto per domani da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil ed Uiltucs-Uil, con manifestazione regionale in città, alla quale avrebbero partecipato duemila lavoratori tra commesse, cassiere e magazzinieri, con pullman già prenotati da Verona e Venezia e con biglietti cumulativi del treno già acquistati da Treviso. Il Comune ha negato la piazza perché prevede l’assalto al centro da parte di migliaia di consumatori. Il sindaco non ritiene opportuno organizzare un corteo in centro pochi giorni prima di Natale.

            «In moltissime occasioni abbiamo dato parere positivo alle richieste di tenere in città manifestazioni regionali dei sindacati e ci siano assunti la responsabilità, insieme alla Prefettura e alla Questura, di garantire lo svolgersi di iniziative sempre pacifiche e molto partecipate. Stavolta però siamo costretti a dare parere negativo perché domani tutte le nostre risorse sono impegnate a far funzionare la città in una giornata così particolare, a soli tre giorni prima di Natale» sostiene Flavio Zanonato.

            Immediata risposta dei sindacati di categoria. «Sono strabiliato-dice Riccardo Camporese, segretario regionale della Fisascat-Cisl. – Un primo cittadino di sinistra nega la piazza a lavoratori in sciopero. Il portavoce del Gabinetto ci ha comunicato che addirittura non ci sarebbero vigili per scortare il corteo dei manifestanti. Roba da non credere. Eppure la Questura ci aveva già concesso l’autorizzazione. Occorreva solo il parere positivo del sindaco. Non avremmo provocato intralci al traffico perchè avremmo percorso solo via del Santo ed il breve tratto di via San Francesco sino a Piazza Antenore». Più duro il commento di Ivana Veronese. «Ieri la Giunta di centro sinistra ha scritto una delle pagine più nere della sua amministrazione – dice la segretaria regionale di Uiltucs-. In pratica si è alleata con le aziende della grande distribuzione, contro le quali stiamo scioperando. Di conseguenza il corteo regionale è sospeso». Anche l’assessore alla casa si schiera con i sindacati. «Zanonato deve rivedere la sua posizione -sostiene Daniela Ruffini, a nome di Rifondazione-. Lo sciopero ed il corteo sono importanti per i lavoratori del commercio, senza contratto e con stipendi da fame».

            Intanto le proprietà del comparto stanno facendo di tutto per scongiurare la mobilitazione. Nei supermercati Billa sono stati erogati ai dipendenti 250 euro per la spesa natalizia, da effettuare nei punti vendita del gruppo austriaco. Anche nei supermercati Sma (Gruppo Auchan) è già stata comunicata alle lavoratrici la concessione di 45 euro come anticipo sul rinnovo del contratto. Lo sciopero è rivolto solo contro la Confcommercio e non contro la Confesercenti e la Lega delle Coooperative. «Questo sciopero è necessario – sottolinea Rocco Campa, segretario della Filcams-Cgil-. Il contratto nazionale è scaduto da un anno. Chiediamo appena 78 euro di aumento, mentre la controparte non ci offre neanche un centesimo. Anzi insiste con gli enti pubblici per ottenere più flessibilità e più aperture domenicali. Le addette ai lavori hanno stipendi troppo bassi. Ad esempio, dopo trent’anni, con un contratto di 28 ore settimanali, si portano a casa appena 900 euro. Chi lavora a tempo pieno, dopo tanti anni di lavoro, guadagna sulle 1.100 euro. I neo-assunti, poi, prendono ancora meno. Nel Veneto i lavoratori interessati allo sciopero sono 250.000, dei quali 60.000 a Venezia, 50.000 a Padova e 40.000 a Treviso».ù

            E la Veronese fa anche un appello ai consumatori. «Cittadini, sabato non fate la spesa. Collaborate con la nostra lotta». L’Ascom invita invece «ad abbandonare le contrapposizioni per far fronte comune tra imprese e sindacati ai fine di defiscalizzare sia gli straordinari che gli aumenti che arriveranno dal nuovo contratto».

            (Felice Paduano)