Padova. Pulizie e assistenza sono a rischio nelle scuole di Piove

19/10/2001



Padova, venerdì 19 ottobre 2001, S. Paolo della Croce

PIOVE DI SACCO Pulizie e assistenza
sono a rischio
nelle scuole di Piove

Emanuela Stefani

PIOVE DI SACCO. L’emergenza pulizie e assistenza nelle scuole incombe, ma per ora i dieci plessi, tra materne ed elementari, che compongono l’Istituto comprensivo di Piove di Sacco, vengono ancora puliti regolarmente. Anche se il personale lavora gratis perché la scuola non paga.
La posizione delle 25 socie-lavoratrici della cooperativa Femea è ancora incerta. Il dirigente scolastico, Daria Callegari, con lettera datata 5 ottobre ha reso nota la decisione di concludere, a fine mese, il rapporto d’appalto con la cooperativa, rappresentata da Mirko Maria Ferrara. D’altro canto da aprile le lavoratrici non ricevono lo stipendio, conseguentemente cinque di loro hanno deciso di non prestare più la loro opera. La dirigente sembra intenzionata a non voler applicare la proroga, concessa dal ministero della Pubblica istruzione, che consentirebbe di coprire l’intero anno scolastico. Di più non è dato sapere, perché la dirigente scolastica, interpellata ieri, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito.
Bisogna allora comprendere la vicenda attraverso altri protagonisti della vicenda. Uno fra questi è Luciano Squizzato, responsabile della Filcams-Cgil, secondo il quale l’intenzione della Callegari potrebbe essere quella di chiudere i rapporti con la cooperativa, per poi rivolgersi all’Ufficio collocamento per un’assunzione diretta del personale per assistenza e pulizia. Se già ora mancano i fondi per pagare la cooperativa, è difficile comprendere come si potrebbe pagare questo nuovo personale. E’ comunque una scelta non condivisa dal sindacato, che vuol tutelare i 25 posti di lavoro alla Femea. Una soluzione, suggerisce la Cgil, potrebbe essere quella di ricercare dei finanziamenti attraverso la Provincia, le varie istituzioni scolastiche e lo stesso Comune, almeno fino al varo della prossima Legge finanziaria che contempla l’erogazione dei fondi necessari.
All’interno della scuola elementare Umberto I, così come negli altri plessi, la situazione è comunque ancora sotto controllo. Forte è però la preoccupazione delle dipendenti, che non sanno quale sarà il loro futuro. «Per ora continuiamo a svolgere il nostro dovere sostituendo le colleghe che hanno deciso di protestare – dice Adriana Boarin, responsabile del gruppo – Lavoriamo anche dieci ore al giorno, perché vogliamo mantenere il nostro posto di lavoro». Solidale con le lavoratrici si è dimostrato tutto il corpo insegnante. Dice Rossella Fondella, professoressa d’Inglese: «Ammiriamo la loro disponibilità nonostante le grandi incertezze che si trovano a dover affrontare».