Padova. Pasticcini e minigonne allo sciopero Upim

05/06/2006

    venerd� 2 giugno 2006

    Pagina: Padova

    Insolita iniziativa per denunciare la situazione di crisi

      Pasticcini e minigonne allo sciopero di Upim

        Luca Ingegneri

        Vi � mai capitato di essere abbordati da un’avvenente fanciulla in minigonna che vi offre un pasticcino abbinato ad un volantino? Nell’insolito siparietto sono rimasti coinvolti decine di padovani in transito in piazza Garibaldi tra le undici e mezzogiorno. Hanno ascoltato con piacere (e non poteva essere altrimenti!) le ragioni delle commesse di Upim, pi� che mai determinate nella difesa dei propri diritti e del posto di lavoro. �Abbiamo voluto organizzare uno sciopero dolce – spiega Cecilia De’ Pantz, della Filcams-Cgil – per informare la popolazione della delicata situazione di Upim. Di solito gli scioperi sono aggressivi e con toni accesi. Noi abbiamo voluto mandare un segnale diverso. Assieme al loro sorriso, con cortesia ed educazione, le ragazze hanno offerto ai passanti un pasticcino�.

          Upim sta attraversando una fase particolarmente difficile. Da quando Rinascente si � sbarazzata della catena di negozi cedendola a "La Tamerice", societ� che annovera tra gli azionisti le famiglie Tronchetti Provera e Borletti oltre alla Deutsch Bank, Upim ha praticamente azzerato le relazioni sindacali. � in corso una gigantesca procedura di mobilit� con cui la propriet� dar� corso alla chiusura di una quindicina di punti vendita, per complessivi 300 licenziamenti, oltre alla riduzione degli organici in altri negozi, con altri 145 esuberi. Un robusto taglio che potrebbe rappresentare soltanto l’antipasto. �Si rincorrono voci insistenti di altre chiusure – ammette Andrea Doneg�, segretario generale Filcams – e non vorremmo che anche il punto vendita di piazza Garibaldi finisse sotto la scure della Tamerice. Non abbiamo segnali in tal senso ma le politiche aziendali non ci fanno dormire sonni tranquilli�. Sarebbero una quindicina i posti di lavoro a rischio. Nello storico negozio cittadino lavorano una dozzina di commesse oltre a tre colleghe con contratto stagionale. Vi sono poi le tre commesse in carico al "Blue Kids", lo store di abbigliamento per bambini creato all’interno del Toys Center di Limena. �Non vi � dubbio che nel settore commercio – argomenta Doneg� – quella di Upim sia la situazione pi� grave. La propriet� non ha voluto avviare alcuna contrattazione con i sindacati procedendo ad una netta divisione tra vecchi e nuovi dipendenti. Agli ultimi arrivati non vengono garantiti gli stessi diritti di chi vanta una maggiore anzianit� di servizio. L’annunciata riduzione degli organici ha ulteriormente incrinato il rapporto con le organizzazioni sindacali. Temiamo che non si vogliano fare scelte di carattere imprenditoriale per favorire il rilancio del gruppo�.