Padova. Le commesse contro l’apertura selvaggia nei giorni festivi

02/12/2002


            Padova

            Sabato, 30 Novembre 2002
            GRANDE DISTRIBUZIONE
            Le commesse contro l’apertura selvaggia nei giorni festivi
            L’appello di monsignor Antonio Mattiazzo a non trasformare le domeniche prenatalizie in una frenetica caccia all’acquisto non poteva non trovare un prezioso alleato nelle organizzazioni sindacali del commercio, che stanno combattendo con ogni mezzo contro l’apertura selvaggia dei centri della grande distribuzione nei giorni festivi. «Sono stato contattato personalmente dalla Pastorale del Lavoro – racconta Ferruccio Fiorot, segretario Fisascat-Cisl – e ritengo che si possa organizzare assieme qualcosa di importante. Sono dell’opinione che la domenica debba essere consacrata alla famiglia piuttosto che alla spesa». Cgil, Cisl e Uil si apprestano a scendere in piazza contro il calendario delle aperture imposto da Palazzo Moroni per il 2003. Quest’anno erano già state imposte cinque domeniche aggiuntive. A primavera se ne aggiungeranno altre sei. In pratica gli addetti alla grande distribuzione saranno in servizio per undici week-end consecutivi, a partire dal 6 aprile, cioè quindici giorni prima del ponte pasquale. Un’interminabile non stop che i sindacati di categoria faticano a digerire: «In vista di quelle scadenze – annuncia Fiorot – ci coordineremo con la Pastorale del Lavoro per volantinaggi e azioni di protesta. Loro sono solidali con le battaglie del sindacato. Noi riconosciamo l’importanza dei valori cristiani in una giornata tradizionalmente dedicata alla preghiera».

            Dello stesso avviso è la segretaria provinciale della Uiltucs-Uil: «Il fatto che la gente si stia abituando allo shopping domenicale mi sembra degradante – dichiara Ivana Veronese – soprattutto per la cultura della famiglia. Con gli orari in vigore si può tranquillamente fare la spesa dal lunedì al sabato. Purtroppo gli operatori commerciali hanno però compreso che di domenica la gente non ha impegni di lavoro e può dedicare più tempo agli acquisti. E’ statisticamente provato che nei giorni di festa gli italiani spendono di più e non si limitano allo stretto necessario. Non è esagerato parlare di sfruttamento e manipolazione del cliente».

            «È una battaglia che abbiamo intrapreso da tempo e che proseguiremo in primavera – aggiunge Leonardo Zucchini della Filcams-Cgil – la domenica deve essere considerata festiva a tutti gli effetti per la stragrande maggioranza dei lavoratori. Vanno garantiti solo i servizi essenziali e quelli di pubblica utilità. Non credo che il commercio rientri in questo novero di attività. Il nostro compito sarà quello di difendere la festività come elemento di valore».

            Luca Ingegneri