Padova. La bozza di Unindustria sul contratto dei termali

23/04/2007
    sabato 21 aprile 2007

    Pagina 41 – Provincia

      La bozza presentata da Giulia Zanettin, presidente della sezione Terme di Unindustria

        Addio tempo indeterminato e riposi settimanali

          I sindacati: «Proposte inaccettabili sia dal punto di vista normativo che retributivo»

            IRENE ZAINO

            ABANO. Sono distanti anni luce le posizioni tra i sindacati e la sezione Terme e Turismo di Unindustria sul contratto dei lavoratori termali. La bozza avanzata dalla presidente Giulia Zanettin proprio non piace a Cgil, Cisl e Uil. Specie se paragonata all’accordo sottoscritto a gennaio con l’Assoalbergatori guidata da Giuseppe Albertin. Ecco, punto per punto, i nodi della discordia con gli industriali.

              Durata del lavoro. Nel testo rimane prioritario il contratto a tempo indeterminato con sospensione, fermo restando «il carattere di stagionalità dell’attività svolta». E qui si scatena il putiferio. Gli industriali considerano «non stagionali» gli stabilimenti che lavoreranno per un periodo minimo di 8 mesi e 15 giorni. Saranno invece «stagionali» quelli che chiudono per almeno 70 giorni continuativi da novembre a marzo o per 4 mesi non continuativi. Tradotto dai sindacati, significa che non vengono assicurati nemmeno gli 8 mesi. «Gli alberghi che lavorano tutto l’anno sono due o tre – affermano Renata Mazzacco (Fisascat-Cisl), Ivana Veronese (Uiltucs-Uil) e Hamid Reza Khakpur (Filcams-Cgil) – Avrebbero il tempo indeterminato solo i dipendenti di questi stabilimenti, nessuno della sezione Terme e Turismo».

                Retribuzione. Gli industriali propongono un superminimo di 42 euro più altri 10 lordi per la mensa. Ma per rendere la busta paga «più semplice e di chiara lettura», il tutto sarà unificato in un’unica voce «assorbibile anche da futuri aumenti contrattuali». Secondo le organizzazioni sindacali si tratterebbe di una trappola. «Far confluire tutto come superminimo assorbibile – hanno spiegato – significa che se per ipotesi porteremo a casa 60 euro in più dalla contrattazione nazionale, i lavoratori sotto Assoalbergatori avranno in busta paga 42 più 60 euro. Gli altri 60 euro in tutto. Senza contare che non c’è il minimo accenno a straordinari, festività, ferie o malattia».

                  Orari. Gli industriali propongono per tutto il personale 6 ore e mezzo giornaliere per sei giorni la settimana, a turno unico o spezzato. «Fanno prima a dire ai lavoratori quand’è che vedranno la loro famiglia – hanno detto i sindacati – In questo modo si garantisce solo una giornata di riposo con una flessibilità generica per tutti. Con Assoalbergatori avevamo studiato una soluzione ad hoc per i reparti cure. Qui si cerca solo di far lavorare la gente quando e come si vuole e non è gestibile nemmeno dalle aziende stesse».

                    Sospensione. La chiusura parziale o totale delle aziende (con sospensione del personale) avverrà in relazione al flusso della clientela. In ogni caso, verrà mantenuto il diritto alla conservazione del posto di lavoro. «Non si può chiedere la sospensione senza garantire un periodo minimo di almeno 8 mesi. E’ inaccettabile», hanno concluso i sindacati.