Padova. È down, licenziata dal lavoro

03/06/2003




Padova, domenica 1 giugno 2003, S. Giustino

PADOVA

 

Il McDonald’s di piazzale Stazione, dove Giorgia lavorava

Il fast-food di piazzale Stazione si discolpa: «Siamo in crisi, per questo motivo abbiamo dovuto ridurre l’organico»

Il McDonald’s la lascia a casa. La famiglia: «Colpo durissimo»

di Simonetta Zanetti
Il diploma, il miraggio di un lavoro sicuro e poi finalmente i progetti per il futuro. Quella di Giorgia potrebbe essere una storia come tante altre, addirittura scontata se non fosse che lei non è come le sue coetanee: Giorgia è affetta dalla sindrome di Down e da quando è venuta al mondo, 24 anni fa, ha sempre dovuto lottare per trovare un posto al sole all’interno della società.
Una sfida continua contro se stessa e contro gli altri, fino al raggiungimento del sogno: un lavoro vero al McDonald’s di piazzale della Stazione. Ma proprio quando la salita sembrava finalmente finita il sogno fatalmente si è infranto. Giorgia ha perso ed ora deve ricominciare daccapo. Al lavoro la ragazza ci era arrivata con piccoli passi, lenti ma decisi dopo il diploma all’istituto Selvatico.
Con il primo impiego, ottenuto grazie al Servizio di inserimento lavorativo dell’Usl 16, Giorgia scopre una nuova passione. La borsa lavoro semestrale prevede infatti che lei venga inserita in un fast food per sei mesi. Seguita da un tutor aziendale, la ragazza ottiene risultati stupefacenti al punto da guadagnarsi sul campo l’assunzione per 24 ore settimanali con turni di quattro ore. Giorgia è felice, si sente parte di una squadra ed è orgogliosa di rappresentare un’azienda nota in tutto il mondo. Il tempo passa ed il sogno cresce al punto che la ragazza intravede la possibilità di fare carriera. Poi, qualche tempo fa, un avvicendamento nella sua squadra la priva dei principali punti di riferimento: Giorgia soffre il distacco dai colleghi che prima ancora che capi erano diventati amici. «I nostri incoraggiamenti così come i tentativi di mediare con il datore di lavoro per trovare una soluzione a questo momento di difficoltà si sono risolti il mese scorso con un licenziamento – spiegano i genitori della ragazza – In questo modo Giorgia ha pagato il suo essere umana e a nulla sono serviti i nostri tentativi di farle capire che non è lei ad aver deluso la compagnia. Un bel regalo nell’anno del disabile». Diversa invece la spiegazione del licenziatario del marchio che spiega: «Giorgia era stata assunta tre anni fa con un contratto da apprendista allo scadere del quale il rapporto non è stato rinnovato per problemi interni al fast food – sostiene Michele Barbiere – Questo però non ha nulla a che vedere né con il suo handicap né con il livello del suo rendimento». A determinare il mancato rinnovo del contratto la crisi economica degli ultimi tempi: «La concorrenza ci ha sottratto il 22-25% di lavoro; questo ha comportato una riduzione del personale di 12-13 unità».