Padova. Commesse e cassiere, scioperi di Natale

19/11/2007
    domenica 18 novembre 2007

      Pagina 18 – Cronaca

      PADOVA EST

        Scesi in piazza i dipendenti di Rinascente, Coin, Ikea, Brentelle, Pam e Alì Market

        Commesse e cassiere, scioperi di Natale

          Felice Paduano

          Lo sciopero del commercio, organizzato ieri per tutta la giornata dai sindacati confederali di categoria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, ha riscosso un largo seguito sia a Padova che in provincia. In base ai dati forniti dai sindacati, lo sciopero ha coinvolto tante commesse e cassiere di Coin in via Altinate, alla Rinascente di via Cavour, all’Ikea, alle Brentelle, al Pam di piazzetta Garzeria, al gruppo Billa. Per la prima volta hanno scioperato anche alcune dipendenti di Alì Market, di proprietà di Francesco Canella e figli. Lavoratori e lavoratrici hanno tenuto due manifestazioni di protesta, una davanti all’ingresso di Ikea, a San Lazzaro, e l’altra più imponente nello spazio stradale davanti al supermercato Billa.

          Durante questa seconda protesta i manifestanti (circa 200) vigilati a debita distanza da polizia e carabinieri, hanno passeggiato numerose volte sul passaggio pedonale limitrofo, rallentando, di fatto, la circolazione per circa due ore. Nonostante il freddo polare di ieri, commesse e cassiere sono rimaste all’aperto sino a mezzogiorno scandendo pesanti slogan contro la Confcommercio, l’unica associazione padronale a rifiutare il dialogo con i sindacati del settore, mentre la Confesercenti e la Confcooperative stanno già trattando.

          Ieri è stato il primo sciopero nazionale per sollecitare il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre 2006. I lavoratori chiedono un aumento medi mensile di 74 euro. La controparte, invece, non offre neanche un centesimo perché sostiene che il settore sta attraversando una pesante crisi, collegato al calo dei consumi. Anzi la Confcommercio chiede da sempre carta bianca sulla flessibilità e sull’utilizzo del part-time, pur se i salari del settore sono i più bassi d’Europa eccetto quelli della Grecia e del Portogallo. Alla manifestazione di via Chiesanuova erano presenti anche i tre segretari provinciali della categoria, Andrea Donegà della Cgil, Ferruccio Fiorot della Cisl e Ivana Veronese della Uil: «Sono pienamente soddisfatto della riuscita dello sciopero – sottolinea Fiorot – Tanti supermercati hanno potuto aprire solo perché si sono messi alle casse e dietro i banconi i direttori ed i lavoratori interinali non in servizio. Alle Brentelle di Sarmeola di Rubano è successo addirittura che, per poter tenere aperto, alcuni dipendenti sono stati spostati dal centro direzionale dell’Aspiag Service di Mestrino».

          Ivana Veronese, invece, parla già delle prossime lotte: «Rovineremo le feste agli associati della Confcommercio – sostiene la segretaria della Uiltucs – Se nei primi giorni della settimana la situazione non si sblocca, noi dei sindacati di categoria del Veneto incalzeremo i colleghi sindacalisti nazionali a dichiarare sciopero ogni sabato sino a Natale. Il contratto è un diritto sacrosanto, deve essere rinnovato in tempi brevissimi. D’altronde la nostra richiesta di aumento medio salariale non è per niente elevata: appena 74 euro. Una cifra giusta per recuperare, in parte, il potere d’acquisto perso dai lavoratori negli ultimi anni e in particolare negli ultimi mesi alla luce dei pesanti aumenti dei generi alimentari e delle bollette per luce, acqua e gas. Per non parlare, poi, del nuovo prezzo della benzina, arrivato alle stelle in queste ultime settimane».

          Per la prossima settimana, infine, sono già annunciate altre assemblee della categoria a sostegno della vertenza generale.