Padoa Schioppa:”Stop ai contratti nazionali”

19/03/2001

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"Stop ai contratti nazionali"
Lo propone Padoa Schioppa. Interventi di Tronchetti e di Scalfari

GIORGIO LONARDI


PARMA – "Anche per le televisioni?", ha domandato Eugenio Scalfari a Marco Tronchetti Provera che proponeva l’abbattimento dei monopoli. "La Rai non è un monopolio? E la Mediaset non è anch’essa un monopolio? Che ne dice Confindustria?" ha insistito ancora Scalfari, a margine di un breve intervento alle assise di Parma.
"La Confindustria", ha replicato Tronchetti Provera che ne è vicepresidente, "è stata in prima linea per la privatizzazione della Rai e i cittadini hanno votato un referendum ma la Rai non è stata privatizzata". "Ora, se fossi il premier, abolirei tutte le concessioni, il cittadino non deve essere intermediato".
Poi il dibattito si è spostato su altri temi: contratti e lavoro. Lo stesso Tronchetti Provera si è detto ottimista sul fatto che alla fine Cofferati deciderà di risedersi al tavolo sui contratti a termine. E Tommaso PadoaSchioppa, membro del Board della Bce, ha fatto capire che la contrattazone centralizzata che in passato "ha svolto un ruolo insostituibile nella lotta all’inflazione e nel mitigare il conflitto sociale" avrebbe fatto il suo tempo. Per il banchiere, infatti, "ora incombono nuove sfide da una parte verso un decentramento della contrattazione aziendale e territoriale e dall’altra verso politiche redistributive dell’impiego compatibili con la flessibilità che il lavoro ha acquisito nel tempo".
Secondo Padoa Schioppa il fatto che la creazione di molti posti di lavoro "sia avvenuta negli ultimi quattro anni quasi interamente nella forma di contratti temporanei o a tempo parziale suggerisce l’importanza dei passi compiuti e suggerisce anche di rivedere le procedure del tradizionale rapporto di lavoro a tempo indeterminato".
Flessibilità e contrattazione decentrata, dunque. Ma per Paolo Cantarella, amministratore delegato della Fiat, c’è un’altra variabile che sta entrando prepontemente nel dominio dei rapporti fra sindacati e imprese: la contrattazione separata. "L’accordo di Cassino", ha precisato Cantarella riferendosi all’intesa raggiunta da Fiat con FimCisl e Uilm e bocciata dalla Cgil, "dimostra che c’è la possibilità di fare intese con il sindacato e di firmare accordi che per definizione devono andare bene sia per i lavoratori che per l’azienda. Gli accordi si firmano con coloro che rimangono al tavolo e saremmo felici che tutti ci restassero fino alla conclusione".