Padoa-Schioppa: servono 10 miliardi di tagli

06/12/2007
    giovedì 6 dicembre 2007

      Pagina 6 – Primo Piano

      Padoa-Schioppa: servono 10 miliardi di tagli

      Il ministro avverte
      «Non ci saranno
      nuovi tesoretti
      da spendere»

        STEFANO LEPRI
        ROMA

        Sgravi all’Irpef su salari e stipendi? Guardate che per il 2009 già senza decidere nulla di nuovo, solo per far tornare i conti, dovremo tagliare spese per 10 miliardi. Questo è il paletto che Tommaso Padoa-Schioppa pianta ben fermo, di fronte a chi nel governo lavora per esaudire le richieste di sindacati ed estrema sinistra. Parlando alla scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza, ad Ostia, il ministro dell’Economia ha ammonito che «non ci saranno nuovi tesoretti da spendere».

        Non ce ne saranno? Così come l’ha formulato ieri mattina, il messaggio di Padoa-Schioppa sembra rivolgersi alla commissione Bilancio della Camera, che all’emersione di nuove e impreviste entrate fiscali nel corso del 2008 tanto ci crede da aver previsto nella legge finanziaria un «fondo» apposito, destinato a sgravi per il lavoro dipendente. Ma vale per chiunque pensi a un più concreto impegno del governo per diminuire le tasse su salari e stipendi.

        Il retroscena di questo contrasto è che i conti dello Stato nel 2007 stanno andando benissimo. Se le entrate della autotassazione d’acconto, che si stanno contabilizzando ora in dicembre, rispetteranno le previsioni, il deficit secondo i criteri europei (indebitamento netto) potrebbe scendere a circa l’1,8% del prodotto lordo, molto meglio dell’obiettivo del 2,4% programmato dal governo. Al Tesoro ammettono che si possa arrivare al 2%, ma avvertono di non entusiasmarsi, perché la causa principale sta in spese che ritardano e che si scaricheranno sul 2008. A palazzo Chigi sono più ottimisti.

        Si discute se ci sia spazio o no per un programma di sgravi fiscali. Attenzione, dice il ministro dell’Economia, già la legge finanziaria 2008 è «molto leggera», «abbiamo potuto vivere di rendita sul grande sforzo dell’anno scorso». Ma gli ottimisti attribuiscono il buon risultato del 2007 a un contenimento significativo delle spese correnti (compreso un settore difficile come la sanità) che dunque si ripercuoterebbe sul 2008; inoltre vedono possibile una ulteriore emersione di imposte evase.

        Rispetto a eventuali sgravi futuri l’incognita maggiore è l’andamento dell’economia nel 2008. La previsione nelle stanze del governo è che la crisi Usa sia grave e che non potrà non ripercuotersi sull’Europa. Ogni due decimi di crescita del Pil in meno portano un decimo di deficit in più. Contro questo rischio, confidano al Tesoro, qualche margine nei conti c’è; ma sul 2008 peseranno i rinnovi contrattuali degli statali, e le spese rinviate del 2007.

        Sul contenimento della spesa, Padoa-Schioppa ha annunciato che in primavera consegnerà i suoi lavori sui bilanci di 5 ministeri la commissione tecnica da lui nominata. Di sicuro si dovrà spendere meno in retribuzioni degli statali, approfittando che ne andranno in pesione circa 100.000 all’anno.

        «Dei fannulloni, che pure esistono, si è parlato anche troppo – dice il ministro, in risposta al presidente della Confindustria – non si è parlato abbastanza, invece, di uffici e amministrazioni che sono pletorici in sé, a prescindere dalla applicazione al lavoro di chi vi è impiegato».