Padoa-Schioppa: «Non mi fido più di questo sindacato»

30/05/2007
    mercoled� 30 maggio 2007

    Pagina 30 – Economia

      IL RETROSCENA

      Il day-after del ministro dell�Economia mentre in Cgil si registrano tensioni. E ora si apre la partita sulla previdenza

        L�amaro sfogo di Padoa-Schioppa
        "Non mi fido pi� di questo sindacato"

          ROBERTO MANIA

            ROMA – �Io di questi sindacalisti non mi fido pi�. Per Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell�Economia, quello sugli statali � stato un braccio di ferro inedito, una sorta di battesimo sindacale. Abituato a trattare con i banchieri, �con i quali – spiegava ai suoi collaboratori – la parola data vale pi� di una firma�, non si aspettava l�irruenza del trio Epifani, Bonanni, Angeletti nel difendere "quota 101" di aumento per i ministeriali sulla base di un�interpretazione, per lo meno forzata, del precedente accordo del 5 aprile. Una lettura che ha portato a descrivere il ministro come scarsamente affidabile. E allora, Padoa-Schioppa, � stato durissimo per tutta la lunga notte di Palazzo Chigi. Non ha concesso nulla, anche per una questione personale. Fino a firmare per ultimo – per evitare sorprese – l�intesa propedeutica alla riforma del modello di contrattazione nel settore pubblico che in via sperimentale estende a tre anni la durata dei contratti a partire dal 2008.

            A conti fatti, probabilmente, Padoa-Schioppa non ha nemmeno ceduto sul fronte economico. Gi� perch� i 101 euro a partire da febbraio fanno 1.111 euro per tutto il 2007 contro i 1.116 ai quali si sarebbe arrivati se fosse passata la sua proposta: 93 euro circa ma a partire da gennaio 2007. Insomma, praticamente nessuna differenza. Certo si tratta di calcoli a spanne, che non tengono conto delle diverse ricadute su tutti gli istituti contrattuali, ma che in ogni caso dimostrano come la battaglia sui 101 abbia assunto un valore simbolico, una prova muscolare, pi� che avere conseguenze rilevanti sulle buste paga degli statali. Come ammetteva ieri buona parte dei sindacalisti, seppur con qualche distinguo tecnico, ma sempre – rigorosamente – in forma anonima.

            Ogni accordo � fatto di scambi: �A voi servono i 101 euro, a noi la triennalizzazione dei contratti. Da qui se ne esce solo in questo modo�, sintetizzava in nottata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Cos� � stato, ma nella Cgil la soluzione non � passata liscia. Tant�� che Epifani – prevedendolo – ha ottenuto che l�intesa di Palazzo Chigi fosse firmata solo dalle categorie e non dalle confederazioni.

            Ieri pomeriggio � stata convocata la Direzione della Cgil, organismo rappresentativo con funzione consultiva. La riunione � stata lunga e tesa. � andata all�attacco l�ala radicale. Giorgio Cremaschi, leader della minoranza Rete 28 aprile, ha parlato di una �sconfitta del sindacato e di un bel successo di Padoa-Schioppa�, temendo per un �pericoloso� bis sulle pensioni. Critico pure il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, preoccupato per le ricadute che la soluzione statali potrebbe avere sulla vertenza dei metalmeccanici. Non va, infatti, sottovalutata l�adesione della Confindustria all�allungamento dei contratti. Divisioni anche nella segreteria confederale, dove l�"indipendente del Pdci", Paola Agnello Modica, ha preso le distanze. Ha concluso Epifani, con il sostegno del pubblico impiego e delle altre categoria industriali, dai tessili di Valeria Fedeli ai chimici di Alberto Morselli, rilanciando: �Chiusi i contratti dei metalmeccanici e degli alimentaristi il sindacato dovr� concentrarsi sulla revisione complessiva del modello contrattuale. Dovr� farlo in prima persona, nell�interesse del sindacato e senza lasciarsi dettare i tempi dall�esterno�. Se ne riparler� nel 2008, ma per la Cgil � una novit� di rilievo.

            La tortuosa conclusione della vertenza statali non � la premessa migliore per il negoziato sulle pensioni. Per l�accordo – stando all�ultimo ruolino di marcia – c�� solo un mese. Un mese di diffidenza reciproca.