Padoa-Schioppa: «Meno tasse sulla casa»

26/09/2007
    mercoledì 26 settembre 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    LA MANOVRA
    PROPOSTE E POLEMICHE

      Padoa-Schioppa
      “Meno tasse sulla casa”

        Il ministro: restituiremo imposte ai contribuenti
        L’esenzione Ici potrebbe salire fino a 250 euro

          STEFANO LEPRI

          ROMA
          Sono in arrivo «riduzioni fiscali sulla casa»: lo assicura Tommaso Padoa-Schioppa, finora cautissimo. Nell’audizione ieri alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’Economia oltre a confermare che la manovra economica 2008 «arresterà la crescita della pressione fiscale» per la prima volta ha aggiunto che «inizierà a restituire imposte ai contribuenti». Si è diffusa la voce che il calo dell’Ici sulle prime case decorrerà dal saldo di quest’anno, in pagamento entro il 16 dicembre; ma non ce n’è alcuna conferma. Tutte le scelte importanti dovranno essere discusse nel vertice di maggioranza di stasera, compreso il quanto e il quando dello sgravio Ici, e del parallelo sgravio Irpef per le famiglie in affitto: «siamo ben lontani – ammette Padoa-Schioppa – dalla completa predisposizione dei testi. Ci sono scelte di priorità politica che si compiono alla fine». Una nuova ipotesi sull’Ici è di elevare la franchigia a 250 euro per tutti, dagli attuali 103; differenziando per dimensione dei Comuni, invece, nelle grandi città si andrebbe oltre i 300 euro.

          Nel pomeriggio di oggi, saranno ascoltate le forze sociali. E’ probabile che nel vertice notturno si passi molto tempo a discutere delle richieste insoddisfatte dei ministri di spesa: il ministro dell’Economia conferma di aver ricevuto propose di stanziamenti per una somma di 20 miliardi di euro, a fronte di ipotesi di risparmio per 5 miliardi di cui l’80% si è rivelato impraticabile; annuncia che solo per «infrastrutture, scuola e università» si potrà fare qualcosa in più (e anche per la sicurezza, pare). Padoa-Schioppa ha confermato anche alleggerimento e semplificazione delle imposte per le imprese: si tratta del calo dell’aliquota Ires dal 33% al 28% (compensata da allargamento della base imponibile), di una limatura all’Irap e il forfait con imposta unica al 23% per i contribuenti «minimi» (fino a 30.000 euro di giro d’affari) sollecitati ieri da Walter Veltroni. Nessun accenno invece all’«assegno per i figli» e agli «incapienti». Se le cifre hanno cominciato a tornare (ma ancora non del tutto), è perché i conti pubblici del 2007 stanno andando meglio del previsto, ha spiegato il ministro dell’Economia a deputati e senatori delle commissioni Bilancio. Rispetto alle previsioni di luglio, ora si calcolano 5 miliardi di entrate fiscali in più e 2,5 di spese in meno. Mantenendo al 2,5% del prodotto lordo l’obiettivo di deficit per quest’anno, si ha così spazio per accollare al bilancio 2007 alcune spese (e forse anche qualche sgravio fiscale) con un decreto-legge.

          Non cambiano invece i conti per il 2008 benché la crisi finanziaria mondiale spinga a rivedere all’ingiù le previsioni di crescita del prodotto lordo. Padoa-Schioppa ha detto che il governo si collocherà «tra l’1,3% della Confindustria e l’1,6% del Fondo monetario internazionale». Una volta scaricati sul 2007 circa 7 miliardi con il decreto-legge, la legge finanziaria per il 2008 sposterà risorse «per 9-12 miliardi».

          «Sarà una manovra più leggera, trasparente e leggibile di quella dello scorso anno», promette il ministro dell’Economia. Dalle cifre che ha fornito risulta un paradosso: la maxi-manovra di un anno fa, così pesantemente impopolare per il governo Prodi 2, a consuntivo del 2007 dovrebbe ridursi a un impatto quasi insignificante: degli originari 15 miliardi di euro sottratti all’economia per destinarli al risanamento della finanza pubblica, 6,5 miliardi sono stati restituiti con il decreto di luglio, 7 lo saranno con quello di settembre. Per il suo predecessore Giulio Tremonti tutta questa è «irresponsabilità elettorale» in presenza di «un ciclo economico avverso che sta arrivando» sull’onda della crisi dei mutui: durante la seduta, vedendolo assente Padoa-Schioppa non gli ha replicato «perché penso che non sia interessato ad ascoltarmi». Tremonti, che come vicepresidente della camera era di turno in aula, dichiara che resta in attesa della risposta.