Padoa-Schioppa: «Meno tasse, prima le imprese»

19/03/2007
    domenica 18 marzo 2007

    Pagina 4 – Primo Piano

    “Meno tasse, prima le imprese”

    Padoa-Schioppa: sì al taglio, ma al momento giusto e a sostegno della competitività

      PAOLO BARONI
      INVIATO A CERNOBBIO (CO)

      Il taglio delle tasse? Secondo il ministro dell’Economia bisogna privilegiare le imprese. Confindustria applaude, i sindacati invece insorgono. Il giorno dopo la presentazione della Relazione trimestrale di cassa Tommaso Padoa-Schioppa arriva a Cernobbio per il forum organizzato da Confcommercio a Villa d’Este e conferma che «il taglio si farà», perché è un impegno molto forte preso dal governo. Il «se», infatti, non è più in discussione, ma visto che il sentiero del governo resta molto stretto, «il quando e il quanto» restano ancora in sospeso. E comunque più che i consumi è meglio privilegiare l’offerta e la competitività del Paese in generale.

      Il primo problema che il governo si trova però ad affrontare è un altro. Grazie al maggiore gettito fiscale esso dispone di un "tesoretto" che oscilla fra gli 8 ed i 10 miliardi, ma tra richieste e impegni già presi ne servirebbero il doppio o il triplo. «Bisogna conciliare risorse e richieste» sottolinea il ministro dell’Economia. Che spiega: «Ammettiamo pure che si possa contare sulla cifra più alta, ovvero 10 miliardi di euro. Ebbene, 7,5 miliardi vanno destinati al risanamento dei conti, un impegno che non possiamo disattendere perchè fa parte degli impegni sottoscritti con la Ue e se usiamo queste risorse sappiamo già che l’anno prossimo non occorre effettuare altre correzioni. Al secondo posto viene l’impegno di ridurre le tasse, poi ci sono altre cose che legittimamente posso aspirare ad un posto in questa lista, a cominciare dalle infrastrutture di Fs ed Anas».

      Le risorse sono limitate, sostiene in sostanza Padoa-Schioppa. E per questo occorre che il governo dica «contemporaneamente i "sì" e i "no". Perché è troppo facile dire subito di sì e poi rimandare al dopo i no. Ci deve essere un unico momento di scelta». Il tempo delle decisioni, però, non è vicinissimo. Non solo, ma nella finestra temporale che disegna il ministro un decreto per il taglio immediato dell’Ici sulla prima casa, come promesso nei giorni scorsi da Prodi, entra a fatica. «Tps» infatti vuole aspettare almeno giugno per decidere: vuole vedere come vanno i conti e attendere l’assestamento di bilancio, o ancor meglio attendere l’elaborazione del Dpef e della Finanziaria che avviene tra luglio e settembre. «Non credo che si possa impostare prima interventi di finanza pubblica se non singole operazioni puntuali». Fare di più? «Sarebbe imprudente – sostiene Padoa-Schioppa -. L’emergenza dei conti pubblici è superata, la situazione rispetto a 10 mesi fa quando ho giurato è radicalmente cambiata, è vero, ma la ripresa è ancora incerta ed ora occorre fare grande attenzione per evitare di sciupare i risultati ottenuti fino ad oggi. I suoi obiettivi sono equità e crescita, il pareggio di bilancio ed un debito pubblico sotto il 100% del Pil entro fine legislatura. E se fosse per lui, più che spingere i consumi alleggerendo le tasse sui cittadini, bisognerebbe favorire l’offerta facendo scendere le imposte sulle imprese. «Perchè fino a quando Bruxelles non omogeneizzerà l’imposizione sulle imprese decidendo che questa è materia comunitaria ogni paese si regola come crede e se decide che diminuisce l’imposta fa una cosa perfettamente lecita che da un vero vantaggio concorrenziale».

      Ovviamente si potrebbe fare molto di più: ad esempio se l’Italia continuasse a recuperare evasione sino ad azzerarla potrebbe alleggerire la pressione fiscale di 5-6 punti. Oppure se riuscisse a rendere più produttiva la spesa pubblica, si potrebbero impiegare meglio le risorse nei comparti che hanno maggiori necessità come scuola, università, ordine pubblico e giustizia. Poi si potrebbe intervenire sui costi dello Stato, tenendo presente che «se si tagliano in maniera baldanzosa le tasse bisogna tagliare in maniera baldanzosa anche le spese ed i servizi».

      Il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, che interviene a fine mattinata, condivide l’approccio del collega del Tesoro, ma insiste perché «tutto l’extragettito» vada destinato alla riduzione della pressione fiscale: «E’ giusto alleggerire il carico delle imprese, ma non dimentichiamoci dei cittadini». O meglio, non dimentichiamoci della promessa sull’Ici.