Oviesse traina i ricavi Coin

20/09/2005
    martedì 20 settembre 2005

      FINANZA E MERCATI – pagina 35

        Nella trimestrale le vendite sono salite a 160 milioni (+ 3,7%)

        Oviesse traina i ricavi Coin

          CLAUDIO PASQUALETTO

            VENEZIA • Cinquanta nuovi negozi nei prossimi tre anni, sette già entro il 2005. Oviesse non sembra patire i travagli della casa madre ed anzi si conferma come la carta più remunerante in mano al gruppo Coin. Nel primo trimestre dell’anno ha realizzato vendite nette per 160,1 milioni, 3,7 in più rispetto al 2004, mentre l’intero gruppo si è fermato a 238,2 milioni, perdendo una decina di milioni.

            La semestrale in calendario la prossima settimana dovrebbe confermare il trend positivo della società nell’ambito del gruppo. «Il nostro obiettivo conferma Fabio Pampani, direttore generale di Oviesse è oggi quello di consolidarci in Italia nella convinzione che possa essere ulteriomente migliorabile la leadership che già deteniamo con il 2,7% di un mercato estremamente frazionate nel settore dell’abbigliamento».

            Creata nel 1972 per smaltire le rimanenze di magazzino di Coin, Oviesse, che sta per Organizzazione vendite speciali, ha dapprima vinto la sfida del monosettore, concentrandosi sull’abbigliamento e sugli accessori, e poi è riuiscita ad assorbire, tra la fine degli anni novanta ed i primi anni 2000, in 36 mesi, 100 dei 167 punti vendita Standa acquisiti da Coin. «Il tutto ricorda Pampani andando anche a raddoppiare i parametri economici dei negozi. Oggi abbiamo 267 punti vendita, di cui 55 in franchising, circa 2900 dipendenti, servianmo ogni anno poco meno di 10 milioni di clienti e nel solo segmento del bambino abbiamo una quota di mercato del 7,2%» .

            Scontato che si guardi ad un raffronto con le grandi catene multinazionali che stanno allargandosi in Italia ed in particolare con H&M, la più vicina per target. «La nostra formula rileva Pampani ha come interlocutore l’intera famiglia, non un segmento di età, e per questo trova spazio sia nei quartieri popolari che nei centri storici, nei centri commerciali come dei retail park. Abbiamo una resa di 2700 euro al netto di Iva a metro quadrato ma ci misuriamo anche con i mercati rionali che comunque, oggi, raccolgono il 10,5% delle vendite nell’abbigliamento» .

            Per fronteggiare la concorrenza Oviesse, oltre a darsi un’immagine tutta nuova, ha fatto una volta di più una scelta controcorrente. Prezzi bassi e qualità concreta oltre che percepita sono i requisiti minimi per competere in questo segmento e così la società veneziana ha deciso di puntare su due elementi nuovi: il servizio, pur in negozi ovviamente senza addetti diretti alla vendita, e la cortesia.
            Due giorni di formazione per tutto il personale sono stati dedicati solo ad apprendere i modi migliori per trattare con il cliente.

              Quanto al servizio, invece, si va dall’avvio di una attività di sartoria, all’iniziativa per i mariti pigri che permette di provare i capi a casa per il coniuge che non si vuol muovere, al diritto di cambio o rimborso se il cliente ripensa l’acquisto: solo questo, nel giro di pochi mesi, ha portato ad un incremento delle vendite del 4% al netto dei rimborsi. Il direttore generale Pampani: «L’obiettivo è di consolidare la presenza in Italia»