Over 50: lavorare non è un optional

26/11/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
280, pag. 3 del 26/11/2003
di Alessia Grassi

Over 50: lavorare non è un optional

In Italia cresce il numero di over 50 che non vogliono lasciare il lavoro. Negli ultimi quattro anni il segmento di occupati tra i 50 e i 64 anni (cioè in uscita dall’età matura, ma non ancora entrati in quella anziana) è quello che ha registrato l’incremento occupazionale più significativo nel mercato del lavoro: si è passati da 3,891 a 4,411 milioni (+13,3%); il maggior incremento di occupati, all’interno di questo segmento, si registra tra coloro che sono in possesso di titoli di studio superiori (+33,4% tra i laureati e +33,3% tra i diplomati).

È quanto emerge da uno studio che Italia Lavoro, l’agenzia tecnica del ministero del welfare per le politiche attive dell’occupazione, ha commissionato al Censis.

Un’ulteriore distinzione in questa fascia di lavoratori si ha a livello geografico: le regioni del Sud presentano i tassi di attività della popolazione tra i 55 e 64 anni più alti d’Italia, a partire dalla Calabria che, con 38,3 persone attive ogni 100 abitanti, supera di oltre 10 punti percentuali il laborioso Nord (al Nordovest il tasso di attività è del 24,8% contro il 34,7% del Sud), e in particolare il Piemonte (23,9%), il Friuli Venezia Giulia (24,3%) e la Lombardia (24,8%).

´L’analisi dei dati smentisce la convinzione diffusa che non sia possibile trovare lavoro per le persone anziane’, ha commentato Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro. ´Una delle priorità della società sviluppata dovrà essere proprio quella di agevolare un lavoro compatibile con le condizioni fisiche e le scelte di vita per i lavoratori anziani, abbandonando gradualmente l’unica soluzione del pensionamento più o meno anticipato’.

In Italia infatti l’età media di uscita dall’attività è di 59,4 anni, di poco al di sotto di quella media europea, di 59,9 anni. I dati sembrerebbero confortanti, ma l’Italia conserva ancora un primato negativo in ambito europeo: nel 2000 era il paese con 40,2 persone (tra i 50 e i 65 anni) attive ogni 100 abitanti, il dato più basso insieme a Ungheria (40,6%), Belgio (42,1%) e Lussemburgo (43%) e distante di quasi 40 punti percentuali dai paesi con il più alto tasso di attività, come Islanda (89,9%), Svezia (76,1%), Norvegia (73,7%) e Svizzera (72,5%). In Italia, accanto alle attività formali svolte dagli over 50, vi è tutta una serie di altre attività, cosiddette informali, di assistenza e di cura all’interno della famiglia, il cui peso, economico e lavorativo, è nel nostro paese ancora estremamente rilevante.