Outlet, tre anni per fare il pieno

13/07/2005
    mercoledì 13 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 17

      NEGOZI DI MODA • Sabato aprirà il Valdichiana vicino ad Arezzo: ancora scoperti il Nord Est e Napoli Per le griffe è importante controllare le rimanenze

        Outlet, tre anni per fare il pieno

          In cantiere altri 300 milioni di investimenti fino al 2006: tra i nuovi spazi Molfetta e Barberino

            ENRICO BRONZO

            C’ è gran fermento tra i gruppi di Factory outlet center (Foc) per accaparrarsi le ultime posizioni disponibili. Antonio Percassi al Franciacorta affiancherà sabato prossimo il Valdichiana a Foiano, al confine tra Toscana e Umbria, rigorosamente vicino a un’uscita autostradale, con un investimento di 80 milioni. Il Nord Est e l’area di Napoli sono le aree scoperte dove c’è il maggior interesse. Seguono l’Adriatico e la Sicilia. Nei prossimi 12 mesi apriranno centri per un valore di 295 milioni di euro. Per gli addetti ai lavori un Foc — luogo «architettonicamente piacevole» con, a regime, almeno 100 punti vendita di prodotti invenduti nella stagione precedente a prezzi scontati dal 30 al 70%— ha un bacino d’utenza da 100 a 200 chilometri, in base alla popolazione dei centri abitati circostanti. Cosa succederà quando tutte le posizioni valide saranno occupate? La maggioranza degli addetti ai lavori prevede fra tre anni la saturazione di questo genere di distribuzione, in cui sempre più spesso si affianca un centro commerciale con un grande ipermercato.

            Tra le ricette relative al dopo outlet ci sono due scuole di pensiero. Quella più " commerciale" della McArthur Glen — che ai centri di Serravalle e Castel Romano la prossima primavera affiancherà Barberino del Mugello ( per un totale di 250 milioni di investimenti, 90 solo l’ultimo) e poi Napoli — prevede due possibili scenari: una struttura con un mix di punti vendita sia a prezzi pieni sia a prezzi scontati, posti vicino a un retail park, oppure la creazione di veri e propri negozi bandiera ( flagship store). L’altra opzione è quella più " immobiliarista" dell’abbinamento tra aree commerciali e spazi per lo svago e la cultura. Su questa lunghezza d’onda troviamo Percassi e Giuseppe Taini, amministratore delegato di Fashion District, che ha già outlet a Valmontone, Bagnolo San Vito e Molfetta (investimenti totali 290 milioni, di cui 125 a Molfetta) mentre per quello di Santhià è stata preferita la formula del «multicentro a prezzo pieno». Alle porte di Roma, Fashion district aprirà un parco a tema dedicato alla magia: previsti alberghi e impianti sportivi.

            Per i piccoli dettaglianti il futuro si annuncia difficile, anche perché «già si registrano casi anomali nel funzionamento dell’outlet a livello di merce venduta non a norma» , dice Mauro Bussoni, vicedirettore generale e responsabile delle politiche commerciali di Confesercenti. «Anche a noi — aggiunge Massimo Viviani, direttore di Federdistribuzione— sembra che negli outlet ci sia un eccesso di offerta. Non troviamo poi giusto che in quanto spacci solo loro abbiamo facilitazioni come l’apertura alla domenica e la possibilità di fare promozioni in quantità superiori alla normale distribuzione».

            Gli outlet intanto si fanno i conti in tasca. A cominciare da Serravalle dove «nei saldi della settimana scorsa — dice l’amministratore delegato di McArthurGlen Italia, Stefano Stroppiana — è stato registrato un incremento delle vendite del 20% ( con l’apertura serale per tre giorni fino alle 22, ndr)» . Su base annua il giro d’affari è di 4.735 euro l’anno al metro quadro per un totale di 140 milioni di euro. Il numero di visitatori è invece attestato sui tre milioni l’anno. Nei cinque anni di attività il giro d’affari di Serravalle ammonta a 500 milioni di euro e aumenta la spesa pro capite. «Anche a Castel Romano — conclude Stroppiana — ci sono stati tre milioni di visitatori nell’ultimo anno con ricavi per 80 milioni di euro, pari a 4mila euro al metro quadrato l’anno. Qui, essendo più vicino a una grande città come Roma, le " visite" sono più frequenti: 12 l’anno contro le sette di Serravalle, destinazione più frequentata nei fine settimana».

              In casa del principale competitor Fashion district il giro d’affari è stato invece di 3.600 euro al metro l’anno a Valmontone (Roma) e 3.500 euro in provincia di Mantova, per un totale rispettivamente di 90 e 70 milioni di euro. Ma va ricordato che i due centri sono stati inaugurati da due anni e che contano già 2,9 milioni e 1,9 milioni di visitatori l’anno. A Valmontone sorgerà un parco a tema L’incasso dei negozi in un anno arriva fino a 4.700 euro al metro quadrato