Ottobre 2005, addio alle «co.co.co.»

06/09/2004


            sabato 4 settembre 2004

            sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 21

            LAVORO
            Il Consiglio dei ministri ha dato ieri sera il via libera definitivo al provvedimento che corregge la riforma Biagi
            Ottobre 2005, addio alle «co.co.co.»
            Sì alle agevolazioni contributive per 16mila contratti di formazione

            MARIA CARLA DE CESARI

            ROMA • Dal 25 ottobre 2005 le collaborazioni coordinate continuative dovranno lasciare definitivamente il passo al lavoro a progetto. Almeno nel settore privato. E per 16mila contratti di formazione, stipulati tra il 24 ottobre 2003 e il 3• ottobre prossimo, si apre la possibilità di ottenere le agevolazioni contributive: per la graduatoria farà fede la data della stipula. Gli incentivi economici a favore dei contratti di inserimento (subordinati anche a requisiti soggettivi) dovranno rispettare la disciplina europea sugli aiuti alle imprese.

            Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente un decreto legislativo con alcune modifiche al Dlgs 276/03, che attua la legge 30 di riforma del mercato del lavoro (il "pacchetto Biagi"). Si tratta, in sostanza, di messe a punto del provvedimento che ha ridisegnato alcuni contratti di lavoro e ha dato spazio ai privati nell’intermediazione di manodopera, in base della delega approvata il 5 febbraio 2003. Il decreto, tra l’altro, consentirà di avviare una sperimentazione del lavoro accessorio in alcune aree metropolitane. D’altra parte, il decreto mette in campo misure severe contro il lavoro nero, soprattutto in edilizia, e per scongiurare un uso scorretto degli istituti contrattuali disciplinati dalla riforma.

            Parte dei correttivi approvata ieri ha l’obiettivo di accompagnare la fase di transizione — è il caso degli incentivi previsti per i contratti di formazione già stipulati — ma anche di evitare distorsioni. Per questo si è scelto di porre un termine — il 24 ottobre 2005 — alla possibilità di "rinnovo", in base ad accordi sindacali, delle vecchie collaborazioni coordinate. Nel decreto 276/03, infatti, mancava una data-limite.

            Ancora, il decreto legislativo approvato ieri interviene in materia di appalto. Il committente imprenditore o datore di lavoro diventa infatti obbligato in solido con l’appaltatore — entro il periodo di un anno dalla fine dell’appalto — a versare retribuzioni e contributi (salvo diverse previsioni dei contratti collettivi). L’obbligazione in solido, comunque, non si applica ai committenti-persona fisica che non svolgono attività d’impresa o professionale.

            Più garanzie anche per i lavoratori in distacco, che possono chiedere al giudice la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze dell’utilizzatore, quando il rapporto non rispetta le indicazioni della legge.

            Cancellando ogni ambiguità, vengono fissate sanzioni severe per i datori di lavoro che commettono inadempienze per quanto riguarda la formazione, nell’apprendistato, e non rispettano il progetto individuale nei contratti di inserimento. In caso di violazioni, il datore dovrà versare la differenza «tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferiemnto al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore» al termine dell’apprendistato o dell’inserimento. Il tutto maggiorato del 100 per cento.

            Il nuovo articolo 18 del decreto legislativo 276 inasprisce anche le sanzioni per chi fa collocamento e intermediazione di manodopera senza autorizzazione.

            Tuttavia, è in edilizia che vengono previste le misure più aspre. In mancanza della certificazione di regolarità contributiva, «anche in caso di variazione dell’impresa esecutrice dei lavori, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo», si tratti di concessione o di denuncia di inizio attività. Le imprese nel settore edile, infine, devono effettuare la comunicazione «il giorno antecedente alla data di instaurazione dei rapporti di lavoro».