Ossigeno per la Cit, via libera all’aumento di capitale

01/09/2004


        mercoledì 1 settembre 2004

        APPROVATA UN’OPERAZIONE DA 39 MILIONI DI EURO. LA COMPAGNIA ERA RAPPRESENTATA DA LAZARD
        Ossigeno per la Cit, via libera all’aumento di capitale
        L’intervento delle banche creditrici scongiura il fallimento. L’azionista Gandolfi: il governo ci aiuti

        Raffaello Masci

        ROMA
        Le banche creditrici non si sono ancora pronunciate ma, per intanto, l’assemblea dei soci ha approvato un aumento di capitale di 39 milioni. Si è compiuto così il primo passo per scongiurare il fallimento della Cit, la Compagnia italiana del turismo. L’azienda di Ferrovie dello Stato, viene rilevata nel ‘96 da una cordata di imprenditori, il cui socio principale era (ed è tutt’ora) Gianvittorio Gandolfi, con una quota azionaria del 39,4%. Una società importante e antica: 2.500 dipendenti, 25 società controllate, importanti clienti, tra cui la Camera dei deputati che da oltre 40 anni viene servita per le sue esigenze di viaggi e trasferimenti.


        A fine 2003 i conti aziendali presentano però una forte criticità: 11 milioni di perdite, quasi 62 di debito accumulato. Così a metà agosto, la Compagnia chiede l’intervento di Palazzo Chigi per tentare una mediazione con le banche – una decina in tutto – e imboccare una via di risalita. Se la situazione finanziaria è compromessa, anche quella industriale comincia a tentennare a causa delle difficoltà in cui l’intero comparto turistico si dibatte dopo il crollo del mercato del luglio scorso. Pare che anche la Camera sia intenzionata a non rinnovare la convenzione: un duro colpo economico e di immagine.


        Il secondo socio, dopo la famiglia Gandolfi, è la European Development Capital Limited Partnership (14,6%), quindi il gruppo alberghiero francese Accor (10%). Con questi e con altri 23 soci minori, l’azionista di riferimento concorda un aumento di capitale. L’assemblea di ieri ratifica la scelta e nelle casse arriveranno 39 milioni freschi, che porteranno il capitale sociale a 90 milioni.


        Ma il problema resta quello del rapporto con le banche creditrici, verso cui la Compagnia è esposta per circa 50 milioni: «Il 95% delle difficoltà che abbiamo incontrato negli ultimi tre mesi – ha dichiarato Gianvittorio Gandolfi – deriva dalla contrazione del credito bancario al turismo e alla nostra azienda. Abbiamo contenuto una situazione negativa in un limite non accettabile, ma comunque non drammatico. Abbiamo chiesto un affiancamento istituzionale per tutto quello che la Cit rappresenta. Abbiamo chiesto al governo di sostenerci – ha sottolineato – per cambiare il modello di dialogo con il sistema bancario e economico del Paese».


        Sempre secondo quanto ha dichiarato Gandolfi, il CdA della Compagnia sarà convocato nei primi giorni della prossima settimana per ratificare l’aumento di capitale.


        A questo punto la palla è in mano alle banche creditrici. La maggiore esposizione la Cit ce l’ha con banca Intesa (che è anche azionista al 5%), Montepaschi, Capitalia e Unicredit. Da loro Gandolfi ha detto di attendersi un intervento «cash» piuttosto che la conversione del credito in azioni. ma a palazzo Chigi nulla è stato ancora deciso: «E’ tutto prematuro – ha detto informalmente un rappresentante delle banche presente al vertice – si è trattato di un incontro in cui ci siamo scambiati solo le prime impressioni. Sicuramente non un incontro definitivo».


        Secondo fonti bancarie al tavolo della presidenza del Consiglio, la Compagnia era rappresentata da un uomo di LazarD, e non da Ubaldo Livolsi che in molti già davano come advisor designato. Gandolfi, interrogato su questo, si è limitato a dire che «un advisor deve essere nominato di comune accordo con tutti i soggetti coinvolti». Sul mercato Expandi il titolo Cit ha perso ieri il 6%.