Osservatorio Ares:il 64% delle colf filippine è laureato

07/03/2001


Mercoledì 7 Marzo 2001

La fotografia dell’Ares: Milano
è la provincia con più immigrati occupati
Il 64% delle colf filippine è laureato

ROMA — Gli 800 mila extracomunitari che lavorano in Italia con un monte retributivo di circa 18.000 miliardi, contribuiscono per quasi 70 mila miliardi alla produzione del valore aggiunto nazionale, il che significa il 3,2% del Pil. L’apporto negli ultimi 5 anni è stimabile in circa 320 mila miliardi. Contemporaneamente però si possono valutare in 530.000 unità le forze lavoro immigrate impiegate in nero, con un mancato gettito per le casse dello Stato di di 5.300 miliardi per il solo 2000: circa 25.000 miliardi negli ultimi 5 anni.
A fornire le cifre su produttività e costi sociali dell’ immigrazione è l’Osservatorio Ares 2000 che ha cercato di stimare l’apporto allo sviluppo della ricchezza italiana da parte di coloro che sono venuti dai paesi più poveri a lavorare in Italia. Dai dati disponibili (Caritas e ministero Lavoro), si legge nel dossier dell’Ares, i titolari del permesso di soggiorno sono circa 1,2 milioni e di questi, all’inizio del 2000, poco meno di 700 mila risultavano titolari di permesso di soggiorno per lavoro: «considerando il ritardo amministrativo nelle registrazioni e una vischiosità nel cambiamento del titolo di soggiorno – si legge nel rapporto – si può ragionevolmente prevedere una cifra intorno ad 800 mila lavoratori migranti effettivamente impiegati di cui 90% dipendenti. Peraltro, gli iscritti all’Inps sono risultati più di 380 mila, di cui solo per il 70% vengono effettivamente pagati i contributi».
Prosegue l’Ares: «non è irrealistico valutare intorno ai 530 mila i lavoratori migranti impiegati in nero, di cui quasi l’80% con rapporto totalmente non denunciato». Se questi lavoratori uscissero dalla clandestinità (il nero interesserebbe il 38% l’ agricoltura e il 62% i servizi e l’industria) l’erario incasserebbe 5.300 miliardi di gettito in più per il solo 2000.
Altissima l’incidenza degli infortuni sul lavoro, nella metà dei casi non denunciata per via del lavoro irregolare. Il loro numero «potrebbe facilmente avvicinarsi a oltre 300.000, sempre negli ultimi 5 anni».
Ecco la mappa degli occupati extracomunitari in Italia. Nell’agricoltura gli addetti sono 30-40 mila, in prevalenza nordafricani ed europei nel commercio (28,5%), nella meccanica (24%), nell’edilizia (12%) e nella chimica (10%). Il lavoro domestico conta oltre 100.000 assicurati Inps, in prevalenza asiatici e per tre quarti donne. La manodopera straniera è pari al 50% dell’intera categoria delle colf. Tra le lavoratrici domestiche filippine più del 64% delle intervistate ha la laurea.
Tra le dieci province con più immigrati occupati nelle imprese capeggia Milano con 14.500 extracomunitari, seguita da Vicenza (10.800), Brescia (10.000), Roma (6.000), Bologna (5.700), Modena (5.100), Treviso (5.600), Bergamo (5.000), Verona (4.400), Torino (4.000). Il Veneto in sei anni ha visto più che raddoppiare l’occupazione immigrata e anche il Trentino ha conosciuto un incremento molto vicino al 100%.

R. E. F.