Ospedali e caserme sempre più sporchi I ministeri tagliano gli appalti per le pulizie

25/11/2010

Scuole, caserme e ospedali, sempre più sporchi. È quello che dovremo subire nei prossimi mesi se verranno confermati i tagli previsti dal governo per gli appalti della pubblica amministrazione. La denuncia è della Filcams-Cgil, il sindacato che riunisce i lavoratori del terziario: commercio, turismo e servizi. La sigla guidata da Franco Martini ha chiamato ieri i segretari generali di alcune categorie della Cgil per l’iniziativa dal titolo «Una nuova cultura nel sistema degli appalti ». Un modo per fare il punto, anche alla presenza del nuovo segretario generale della Cgil Susanna Camusso, sul mondo degli appalti e dei subappalti: un universo attorno al quale gravitano circa 600mila lavoratori, molti dei quali rischiano il posto con i tagli contenuti nella legge di Stabilità. Nello specifico, tra pubblico e privato, parliamo di circa 450mila addetti alle pulizie, 80mila alla ristorazione collettiva e alla 35mila alla vigilanza: salvo quest’ultima, si tratta perlopiù di lavoratrici (75%). Donne «invisibili», le chiama la Filcams, «che difficilmente vedono riconosciuto il loro apporto alla gestione dell’azienda o della pubblica amministrazione ». Eppure ci sono. Almeno per ora. Perché presto potrebbero
appesantire il calo complessivo dell’occupazione, che nel terziario oggi si attesta allo 0,8 per cento. Per averne un’idea, si può fare un giro nelle scuole o nei musei, nei commissariati, seguendo i contratti di appalto dei ministeri della Pubblica istruzione, della Cultura o dell’Interno. Nel primo caso, sostiene sempre il sindacato, il taglio del 25 per cento degli «appalti storici» ha già portato ad avere scuole meno pulite e scarsa sorveglianza. E alla diminuzione del servizio è corrisposto un calo della manodopera impegnata, per cui i lavoratori di troppo sono stati messi in cassa in deroga, la cassa integrazione pagata da tutti i contribuenti. In sostanza, «i cittadini pagano la cig in deroga dei lavoratori e in cambio ottengono un disservizio», sintetizza Franco Martini. I tagli sono arrivati anche dentro i commissariati, dove la nuova gara d’appalto del ministero dell’Interno ha previsto il 50% in meno di servizi, quindi le pulizie – dei bagni o delle stanze delle stazioni di polizia – non si faranno più tutti i giorni. Con buona pace dei poliziotti, che già soffrono la chiusura di alcune stazioni, l’assenza di auto e la mancanza di soldi per la benzina.Ma nonè solo questo a preoccupare il sindacato, impegnato nel rinnovo dei contratti di settore. Al centro del dibattito aperto dalla Filcams-Cgil c’è anche l’esigenza di regolare in modo trasparente il ricorso al subappalto e le gare al massimo ribasso. Strumenti utilizzati quando il committente pretende prezzi troppo bassi: si vince la gara con un’offerta stracciata e poi la si subappalta a chi può scaricare i costi sulle spalle del personale, magari sottopagandolo. «Un’idea sbagliata – chiosa la Camusso – che degrada il lavoro degli appalti». Per questo Martini e la Filcams puntano ad ottenere più trasparenza e rispetto dei contratti, almeno quando il committente è la pubblica amministrazione.