Orvea non può licenziare per un volantino

03/02/2006
    venerd� 3 febbraio 2006

    Pagina 13 – Cronaca

    Per un volantino Orvea non pu� licenziare

      Il giudice d� ragione ai lavoratori �Il testo non offendeva l’azienda�

        L’azione contro tre dipendenti iscritti alla Filcams Cgil era partita dopo una protesta: ieri � arrivata la sentenza

          di Gianfranco Piccoli

            TRENTO. Orvea non potr� licenziare per giusta causa (e neppure sospendere dal lavoro) i tre delegati sindacali della Cgil accusati di aver diffuso un volantino offensivo per l’azienda. Il giudice Giorgio Flaim ha rigettato il ricorso presentato da Orvea, affermando che il contenuto del volantino fa parte della normale dialettica sindacale ed osservando che l’azienda potrebbe instaurare corrette relazioni, ed evitare il ricorso ad azioni giudiziarie, per evitare certe iniziative sindacali.

              Da tempo – quasi un anno – i rapporti tra Orvea e sindacati, Filcams Cgil in particolare, sono difficili, soprattutto all’interno del punto vendita di San Pio X. Lo scorso luglio la tensione era sfociata in una denuncia per attivit� antisindacale da parte della Cgil, dopo che Orvea aveva trattenuto dieci ore di stipendio a tredici lavoratori per aver partecipato ad un’assemblea. Il giudice aveva dato ragione alla Cgil.

              Questa volta � stata Orvea a rivolgersi con un provvedimento d’urgenza al giudice del lavoro per poter licenziare per giusta causa (o sospendere dal lavoro) Dino D’Onofrio, Alberto Segatta e Swetlana Tenuta, tutti iscritti alla Cgil Filcams e difesi dall’avvocato Agostino Catalano. Alla base della richiesta dell’azienda, la distribuzione di un volantino lo scorso 25 novembre. �Supersfruttati Orvea�, si leggeva nel testo, �i prodotti trentini in festa e i dipendenti forzatamente in trasferta�. La �a� nella parola Orvea era stata sostituita da un pipistrello. Al centro di quella protesta (una delle tante che si sono accumulate negli ultimi mesi) i trasferimenti temporanei di alcuni dipendenti senza che la questione fosse stata contrattata con il sindacato. Secondo Orvea quel volantino danneggiava l’azienda ed era motivo di licenziamento per giusta causa o, almeno, di sospensione dal lavoro.

              Il giudice Flaim ha dato torto ad Orvea. Nella sentenza, il giudice spiega che il contenuto del volantino diffuso dai rappresentanti della Cgil �attiene alle scelte che il datore di lavoro avrebbe adottato in ordine alla gestione del personale�. Insomma, fu un’azione legittima e anche il linguaggio era colorito �ma non offensivo�. Flaim aggiunge poi che l’�ipotesi formulata nei volantini non era destituita di fondamento�, proprio alla luce della precedente sentenza �piuttosto clamorosa� per l’attivit� antisindacale. �Deve escludersi che il sindacato fosse animato da intenti diffamatori – scrive ancora Flaim nella sentenza – in quanto la redazione e distribuzione dei volantini si � collocata in un contesto in cui le relazioni sindacali erano caratterizzate da forti tensioni�. �Dopo aver sanzionato disciplinarmente l’esercizio di diritti sanciti dallo Statuto dei lavoratori – argomenta infine il giudice – appare irrealistica la pretesa di Orvea di avere in Filcams Cgil un interlocutore non sospettoso. La verit� � che iniziative sindacali quale quella oggetto di doglianza… potrebbero essere agevolmente evitate non gi� mediante il ricorso ad iniziative giudiziarie quando meno assai opinabili, ma attraverso l’instaurazione di corrette relazioni sindacali�.

              Chiuso (almeno per ora) questo capitolo, la Filcams Cgil spera che possa tornare al pi� presto il sereno nei rapporti con Orvea.

                LE REAZIONI
                Casagranda esulta: grande vittoria

                TRENTO. Ezio Casagranza esulta: vittoria su tutta la linea. �La sentenza di Flaim ribadisce che la libert� sindacale non pu� essere confusa con la fedelt� all’azienda e che i delegati hanno diritto di critica e di contrasto del potere decisionale della direzione�, commenta il segretario della Filcams Cgil.
                �Inoltre – continua Casagranda – la sentenza invita l’azienda a non ricorrere alla magistratura per risolvere le questioni ma ad affrontare i conflitti all’interno delle normali relazioni sindacali. Insomma, questa � una sentenza che fa tabula rasa delle posizioni aziendali e d� ragione ai lavoratori�.

                Ed ora? �Io spero che Orvea prenda atto di questa sentenza e si faccia un incontro in cui si ristabiliscano le regole sindacali che l’azienda ha accantonato in maniera unilaterale. Da parte nostra, siamo sempre stati convinti che la strada migliore � quella del confronto. Questa � per noi – aggiunge il sindacalista – una grande vittoria�. La battaglia giudiziaria non � per� ancora finita. Marted� la Cgil e Orvea si troveranno nuovamente di fronte al giudice Flaim per un’altra denuncia presentata dai sindacati: potrebbe essere l’occasione – ha concluso Casagranda – per ripartire con un dialogo costruttivo.