Ordini professionali, pronta una confederazione

09/04/2001


domenica 8 aprile 2001

Primo obiettivo della proposta: difendere la privatizzazione degli enti pensionistici

Ordini professionali, pronta una confederazione

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

GENOVA — Una confederazione
nazionale delle libere professioni
che possa giocare un ruolo nella con-
certazione, finora monopolizzata da
Confindustria e sindacati. L’idea Sa-
rà lanciata oggi dal presidente della
Cassa di previdenza degli avvocati,
Maurizio de Tilla, nel convegno che
segue la conferenza straordinaria
della Cassa forense chiuso ieri.
I professionisti iscritti agli albi
sono 1 milione 600 mila (avvocati, me-
dici, architetti, ingegneri, commer-
cialisti, notai, consulenti del lavoro,
giornalisti, eccetera). Un altro milio-
ne di professionisti reclamano il rico-
noscimento attraverso Ordini o Al-
bi (infermieri, geometri, radiologi e
altri ancora). Tre milioni sono i di-
pendenti, collaboratori e tirocinanti
negli studi professionali. Secondo
de Tilla questo mondo di « quasi sei
milioni di lavoratori che contribui-
sce al prodotto interno lordo per
140 mila millardi di lire» deve conta-
re di più nel Paese e difendere me-
glio i propri interessi. Due in partico-
lare: la privatizzazione delle casse
previdenziali conquistata nel 1994 e
l’autonomia delle professioni.
Ma il progetto di una nuova confe-
derazione è stato bocciato ieri dal
presidente del Consiglia nazionale
forense (l’ordine degli avvocati), Ni-
cola Buccico: «Penso che si tratti di
un’idea politica: introdurre accanto
alla Confindustria e ai sindacati una
terza forza. Ma c’è una differeaza
strutturale: le confederazioni che
già esistono tutelano interessi circo-
scritti, noi, attraverso gli ordini pro-
fessionali, tuteliamo gli interessi di
tutti i cittadini. Se quindi questo
progetto verrà portato avanti, fare-
mo sentire alta la nostra voce con-
traria». Ai di là delle divisioni su qua-
li siano le migliori forme di rappre-
sentanza, il mondo delle professioni
è però sostanzialmente unito sugli
obiettivi da difendere. Non a caso lo
stesso Buccico ha rivendicato il suc-
cesso dell’opposizione di tutti gli or-
dini alla riforma tentata in questi an-
ni dai governi di centrosinistra.
La questione della riforma degli
Ordini (regole di accesso, ingresso
dei capitali privati negli studi profes-
sionali, libertà tariffaria) si ripropor-
rà comunque nella prossima legisla-
tura, anche perché spinge in questa
direzione la normativa europea. Al-
tra questione delicata è quella delle
casse previdenziali. I professionisti
ottennero nel ‘94 dal governo Berlu-
sconi la privatizzazione dei loro enti
pensionistici.
In questo modo si sono tenuti fuo-
ri dalle successive riforme e hanno
potuto mantenere il più vantaggio-
so metodo di calcolo retributivo. La
conquistata autonomia ha permes-
so alle casse di investire più libera-
mente il proprio patrimonio. E i ri-
sultati si sono visti. Il patrimonio è
aumentato in media del 50% in cinque anni.

Enrico Marro