Ordini in piena autonomia

07/02/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
032, pag. 41 del 7/2/2003
Ginevra Sotirovic


I contenuti della bozza di riforma messa a punto dalla commissione Vietti.

Ordini in piena autonomia

Carta bianca sull’organizzazione e il tirocinio

Ordini sempre più autonomi. I singoli ordinamenti potranno decidere come articolarsi sul territorio, quale valore e durata attribuire al tirocinio e come organizzare l’aggiornamento dei propri iscritti.

Si potrebbe definire una riforma all’insegna dell’autonomia delle professioni quella che è ormai in dirittura d’arrivo presso la commissione di tecnici del ministero della giustizia, coordinata dal sottosegretario, Michele Vietti.

Dopo aver messo a punto la parte riguardante i principi generali, con l’individuazione del doppio binario di riconoscimento, e aver licenziato nelle scorse settimane gli articoli sulla regolamentazione delle associazioni, ieri è stata esaminata la parte relativa agli ordini. Si tratta dunque dell’ultimo ostacolo da superare per riuscire a portare a termine una riforma che è ormai attesa da un ventennio.

Secondo le nuove norme, l’ordine rappresenta ´tutta la comunità di iscritti a livello nazionale’ e quindi possiede la rappresentanza istituzionale. Questo si articola attraverso il Consiglio nazionale e gli organi territoriali.

Una volta stabilito questo schema di massima, sono i singoli ordinamenti a decidere in che modo strutturare la rete territoriale. Si potrà decidere, perciò, a seconda del numero degli iscritti e delle esigenze di rappresentanza se dare vita a ordini provinciali, regionali oppure a entrambi e così via. Tra gli obblighi previsti, la legge introduce quello di tirocinio e di aggiornamento.

Ma anche su questi due punti sono i singoli ordini a dover stabilire i criteri per l’accesso alla professione. Il tirocinio, dunque, potrà durare due, tre o quattro anni a seconda dell’attività e delle specificità professionali e potrà essere propedeutico all’esame pratico e orale, oppure in alcuni casi essere sostitutivo di una delle due prove selettive.

Nessuna novità di rilievo, dunque, rispetto alla prima bozza messa a punto da Sergio Paparo, avvocato indicato dai sindacati delle professioni, prima di Natale e che più che modificata è stata ampiamente semplificata.

´La bozza Paparo è stata molto sfoltita, salvaguardandone l’impianto generale, per consentire agli ordinamenti di godere della massima autonomia’, spiega soddisfatto del lavoro svolto Vietti.

Resta ancora da sciogliere, però, il nodo formazione, che la commissione affronterà nella riunione di giovedì prossimo.

La questione è molto delicata perché gli ordini ambiscono a controllare il più possibile l’attività di formazione e di aggiornamento dei propri iscritti, ma anche le associazioni non intendono rinunciare a svolgere un ruolo importante per l’aggiornamento e l’ammodernamento del sapere professionale. Starà a via Arenula trovare una mediazione, per riuscire a chiudere i lavori entro i termini previsti, e quindi entro la fine del mese.