Ordini dell’industria in caduta

21/05/2005
    sabato 21 maggio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 19

      CONGIUNTURA • Per l’Istat a marzo calo del 3,6% rispetto a un anno fa Sul mercato interno flessione del 6%
      Ordini dell’industria in caduta
      Fatturato in discesa del 2,3%: è la riduzione più forte dall’inizio del 2004
      In difficoltà i beni di consumo

      VINCENZO CHIERCHIA

      MILANO • L’Azienda Italia resta in grave affanno, e le lancette dell’orologio di fatturato e ordinativi vanno indietro di quasi un anno e mezzo. A marzo, rileva l’Istat, l’indice del fatturato dell’industria (base 2000= 100) ha accusato una flessione del 2,3% (la più alta da gennaio 2004, e la seconda consecutiva) rispetto allo stesso mese 2004 (3,3% sul mercato interno e + 0,7% sull’estero); rispetto a febbraio è stata rilevata una crescita dell’ 1,2% (+ 0,9% sul mercato interno e + 1,2% all’estero).

      Gli ordinativi hanno accusato un calo tendenziale del 3,6% (6% sul mercato interno, e + 2,1% all’estero), il più consistente dall’inizio dello scorso anno, e il primo dopo quattro mesi di crescita; a livello congiunturale c’è stata una flessione dell’ 1,7% ( 1,1% sull’interno e 2,8% sull’estero). Il consuntivo dei primi tre mesi 2005 evidenzia una flessione tendenziale dello 0,2% (1,2% sul mercato interno e + 2,2% sull’estero). Gli ordinativi crescono invece dello 0,7% ( 1,3% in Italia e + 5,1% oltrefrontiera).

      A livello di macrosettori a marzo ottime le performance del fatturato dell’energia (+ 28,3%), raffica di cadute negli altri comparti ( 5,9% per i beni di consumo il picco più alto). Il fatturato ha registrato gli incrementi maggiori nei settori dell’estrazione di minerali (+ 31,5%) e nelle raffinerie di petrolio (+ 24,1%); le diminuzioni più marcate per tessile abbigliamento ( 12,9%), produzione di mezzi di trasporto ( 11,4%) e di apparecchi elettrici ( 9,2%).

      L’indice degli ordinativi ha registrato aumenti marcati per mezzi di trasporto (+ 26,9%), carta (+ 2,3%) e chimica (+ 0,2%); in calo tessile abbigliamento ( 21,8%), legno ( 10%) e apparecchi elettrici ( 4,9%). I commenti degli analisti sono improntati alla preoccupazione. Con il calo di marzo il fatturato dell’industria italiana si ritrova ai livelli del 2003, afferma Lucia Lorenzoni, economista di Mps Finance, e ricorda che le stime sul tessile sono da allarme rosso.

      I sindacati rinnovano la richiesta di interventi urgenti. «La tendenza è chiara, da mesi continuiamo a dire che la situazione della nostra economia è di emergenza. E ora finalmente se ne è accorto anche il Governo, mi fa piacere — dice il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta —. Spero che il Governo faccia interventi per raddrizzare la situazione, senza penalizzare i lavoratori».

      «Siamo in un periodo di crisi fortemente negativo — aggiunge il leader Cgil, Guglielmo Epifani —. Per questo lamentiamo il ritardo nell’azione del Governo. Non è con un palliativo che possiamo risollevare una situazione che, purtroppo, è causa di un’assenza di interventi in tutti questi quattro anni. Bisogna ridurre l’impatto di questa crisi e oggi, per esempio, non abbiamo un soldo per gli ammortizzatori sociali per tantissimi operai e impiegati che perdono il posto di lavoro. Questa, credo, sia la priorità più importante».

        I dati Istat su fatturato e ordini sono la testimonianza di una situazione economica non compresa — sottolinea Adriano Musi, segretario confederale Uil —. Complessivamente sono state «sbagliate le analisi, le proposte e, nell’insieme, le decisioni che il Governo ha assunto. Ci sono un’assenza di fiducia verso il futuro del Paese e una mancanza di credibilità delle soluzioni messe in campo».