Ordini a «gradimento ridotto» tra praticanti e giovani iscritti

28/11/2000

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Martedì 28 Novembre 2000
libere professioni
Dal sondaggio del Sole-24 Ore arrivano riserve e critiche ai vertici delle categorie.

Ordini a «gradimento ridotto» tra praticanti e giovani iscritti

MILANO Da costruire la fiducia negli Ordini da parte dei giovani. Soprattutto i praticanti sono insofferenti nei confronti della regolamentazione: tirocinio ed esame di Stato sono percepiti come un filtro per l’accesso alla professione. Il disagio emerge dai risultati del sondaggio condotto, via Internet, dal Sole-24 Ore: 16 domande che spaziano dai poteri degli Ordini alle società, dalla disciplina dell’accesso alla pubblicità.

Oltre il 50% dei praticanti che hanno risposto ai questionari si pronuncia a favore dell’abolizione dell’esame di Stato; un dato che va letto congiuntamente con la richiesta, avanzata dal 33% dei praticanti, di escludere i professionisti dalla valutazione dei candidati.

Ancora, chi si prepara a svolgere la professione chiede, in larga maggioranza (72%) che il tirocinio venga retribuito: un semplice rimborso spese appare equo solo all’11,6% dei praticanti.

Il distacco tra i giovani e gli Ordini si misura anche dalla quota di quanti richiedono più poteri per le organizzazioni regolamentate in materia di formazione e deontologia: il 36,77% contro il 61,4% registrato tra quanti hanno oltre 20 anni di attività alle spalle.

«L’atteggiamento dei giovani — afferma Francesco Serao, presidente dei dottori commercialisti — è dovuto, in parte, a disinformazione. In questi anni, come Consiglio nazionale abbiamo fatto molti passi in avanti per facilitare l’accesso. La nuova articolazione dell’Albo, legata alla riforma universitaria, ipotizza la possibilità di iscrizione subito dopo la laurea triennale, per l’esercizio di alcune attività. E nel nuovo codice deontologico — che approveremo a metà dicembre — si prevede una retribuzione per il tirocinio».

L’accusa velata di corporativismo lanciata dai praticanti è rigettata con forza da William Santorelli, presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri. «Dal 1982 — spiega Santorelli — il numero degli iscritti è salito da 12mila a 40mila: questa crescita da sola fuga ogni sospetto di chiusura. L’esame di Stato, poi, si svolge in università e le commissioni sono composte in maggioranza da professori». Quanto, alla retribuzione del tirocinio Santorelli chiede che siano introdotte agevolazioni almeno sul piano previdenziale.

Per Santorelli, l’accento posto dai professionisti sulle funzioni degli Ordini in merito a formazione e controlli etici è in sintonia con i princìpi del disegno di legge approvato dal Governo il 10 novembre scorso. E, sempre secondo Santorelli, gli Ordini sono "sensibili" anche alla dialettica interna. «I meccanismi elettorali — afferma il presidente dei ragionieri — già oggi consentono partecipazione e rinnovo nei vertici, basti pensare che il nostro nuovo consiglio nazionale è per cinque undicesimi composto da nuove leve».

Su quest’ultimo punto è critico, invece, Luciano Berzè, presidente dell’Unione giovani dottori commercialisti. «Dal disegno di legge di riforma — afferma Berzè — è sparito il limite di due mandati nelle cariche elettive: ci sono presidenti in carica da 15 anni e proprio chi non vuole facilitare il ricambio ha forzato la mano per evitare che ci fosse, nero su bianco, un tetto alla permanenza negli organismi dirigenti».

N.T.