Orario di lavoro: più contrattazione

20/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Lavoro e Previdenza
Numero 120, pag. 51 del 20/5/2004
Autore: di Giovanni Galli
 
Orario di lavoro Più contrattazione
 
La Commissione Ue sollecita imprese e sindacati.
 
L’Europa sollecita lavoratori e datori ad avviare trattative sull’orario di lavoro. La Commissione Ue, a seguito di consultazione con i paesi membri, ha adottato un documento che individua settori specifici in cui è opportuno avviare delle trattative al fine di coniugare meglio le esigenze personali e familiari del lavoratore con la sua vita lavorativa.

Le esigenze. Sulla normativa attuale di riferimento, adottata nel 1993, si sono individuati alcuni aspetti da rivedere. Innanzitutto vanno riviste le condizioni d’applicazione della rinuncia alla settimana lavorativa di 48 ore. Ancora bisogna calcolare le implicazioni di recenti sentenze della Corte di giustizia europea, le quali chiariscono che il tempo speso in servizio va computato come orario di lavoro. Con le pronunce della Corte Ue del 2000 e del 2003, infatti, è stato chiarito dai professionisti della salute che il tempo speso in servizio costituisce orario di lavoro. Infine, per l’Ue va ricalcolato il periodo sulla base del quale viene calcolata la media del limite settimanale di 48 ore.

Le proposte. Partendo dalle esigenze registrate, la Commissione Ue propone quattro impostazioni idonee al fine di alimentare le trattative.

La prima consiste nel rendere più rigorose le condizioni in cui può essere esercitato il diritto individuale di rinuncia. Ciò al fine di garantire che la rinuncia sia effettivamente volontaria. La seconda consiste nel consentire deroghe alle disposizioni in tema di limiti massimi dell’orario di lavorativo settimanale in base ad accordi collettivi o tra le parti sociali. La terza consiste nel consentire tali deroghe di accordi collettivi o tra le parti sociali, mantenendo però la possibilità di rinunce individuali in assenza di tali accordi e per le imprese in cui non vi sia rappresentanza dei lavoratori. La quarta impostazione consiste nell’eliminare gradualmente ogni possibilità di rinuncia individuale.

La commissione propone ancora una ridefinizione del concetto di orario di lavoro aggiungendo alle due categorie attuali ´tempo di lavoro’ e ´tempo di riposo’ anche il servizio non attivo. I risultati della consultazione, inoltre, mettono in evidenza che la direttiva non costituisce lo strumento legislativo appropriato per meglio interpretare le esigenze dei lavoratori. Ecco perché va incoraggiata la contrattazione sull’orario di lavoro. (riproduzione riservata)